CHIUDI
CHIUDI

09.09.2019

Monossido, genitori e bambini intossicati

Il vecchio scaldabagno trovato nel cortileIl casolare in cui è avvenuta la fuga di gas nella notte tra sabato e domenica FOTO DIENNE
Il vecchio scaldabagno trovato nel cortileIl casolare in cui è avvenuta la fuga di gas nella notte tra sabato e domenica FOTO DIENNE

Tragedia sfiorata per una famiglia di sei persone in via Canton a Bovolone dove, al numero civico 125, in una vecchia casa rurale usata in passato da braccianti agricoli, vive un nucleo familiare di origine marocchina che ha rischiato l’avvelenamento da monossido di carbonio. In casa l’altra notte c’erano il papà, C.H., quarantenne bracciante agricolo, la moglie e i quattro figli, due maschi e due femmine con un età compresa tra i 3 e i 16. Hanno seriamente rischiato un’intossicazione che poteva essere mortale per tutti. Ma se la sono cavata grazie al pronto intervento del papà con una leggera intossicazione che li ha portati tutti all’ospedale, dove sono andati autonomamente, per gli accertamenti e le cure del caso. Ieri sono stati sottoposti ad una seduta in camera iperbarica all’ospedale di Villafranca. È stato il papà, a capire per primo domenica notte che qualcosa non andava in casa, lui stesso e anche la moglie e poi i figli più grandi accusavano uno strano malessere, un principio di nausea e un forte mal di testa. Il figlio più piccolo era quello che dava meno segnali allarmanti, mentre i figli più grandi e la moglie mostravano chiaramente i segni di una possibile intossicazione. Insospettito l’uomo ha arieggiato le stanze e ha deciso di portare tutti in ospedale. L’esplicita richiesta di intervento per il rischio intossicazione ha attivato la proceduta standard prevista nel caso di allarme monossido. All’abitazione dell’uomo sono andati i vigili del fuoco con l’apposita strumentazione che consente di verificare la presenza del gas nell’abitazione. Poi sono arrivati anche i carabinieri per gli accertamenti. Completata l’ispezione, i rilievi sul grado di saturazione dell’aria non hanno destato particolare allarme. Di certo la prontezza di spirito del papa, cosciente del pericolo è stata determinante per mettere tutti in salvo. Tutta la famiglia è stata in grado di reggersi in piedi nonostante il malessere, camminando con le proprie gambe sono saliti in auto per recarsi al pronto soccorso dell’ospedale di Legnago. Per tutta la durata delle operazioni, andate avanti un paio di ore, è rimasta sul posto la pattuglia dei carabinieri della caserma di Bovolone. Ad attirare l’attenzione dei soccorritori un vecchio scaldabagno trovato nel cortiletto davanti a casa, evidentemente appena smontato. Era a fianco dell’imballo di un nuovo scaldabagno a gas appena comperato. E che il capo famiglia aveva installato da solo. Uno scaldabagno a gas per la produzione di acqua calda alimentato da bombole di gas depositate sul retro dell’abitazione. In casa ci sono anche stufe a legna, non in uso in questa stagione. Non si esclude che qualcosa sia andato storto nella manovra di sostituzione e montaggio degli scarichi dei gas. La famiglia vive a Bovolone da parecchi anni. Il papa lavora nelle aziende di tabacco che in queste settimane sono ancora in piena stagione produttiva, impegnate a terminare la raccolta nei campi e nel lavoro di essiccazione delle foglie in apposite celle coibentate. Il maltempo di domenica mattina aveva fermato i lavori in campagna a causa della pioggia. Il monossido di carbonio si forma quando una combustione (la fiammella del boiler o della stufa a gas), brucia tutto l'ossigeno presente nella casa. Il pericolo aumenta quando la casa è chiusa ermeticamente per proteggersi dal vento o dal freddo. Ma questa chiusura di porte e finestre non lascia entrare l'aria dall'esterno, e dunque neppure l'ossigeno. Quando nella casa finisce o diminuisce l'ossigeno inizia una combustione incompleta: la fiammella produce ossido di carbonio, un gas velenoso inodore che uccide lentamente chi lo respira, dando sintomi difficili da collegare a un problema di combustione, come mal di testa e nausea. Sul posto per chiudere la porta di casa dopo che i pompieri e i carabinieri si sono allontanati verso le 11 del mattino è arrivata la nipote, ovvero la figlia di un fratello del capofamiglia che abita nel capoluogo. •

Roberto Massagrande
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1