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04.03.2020

La Baita ha cessato l’attività Quarant’anni di cante in soffitta

Il coro «La Baita» ha cessato di cantare  dopo 40 anni di attività
Il coro «La Baita» ha cessato di cantare dopo 40 anni di attività

Le cante del coro La Baita non si sentiranno più in paese. La formazione canora bovolonese ha cessato infatti l’attività concertistica. Lo certifica la revisione periodica dell’albo comunale delle associazioni pubblicata nei giorni scorsi a seguito della quale il coro è stato depennato dopo una quarantina d’anni di onorata attività. Ma non è l’unica associazione ad uscire di scena, la seguono anche La Goccia e Libera@mente. La chiusura era nell’aria da tempo, gli ultimi coristi rimasti dopo una serie di defezioni giustificate dall’età o da altri impedimenti, avevano di fatto declinato gli inviti a partecipare a rassegne canore da oltre un anno. La sofferta decisione di sospendere l’attività è stata una scelta inevitabile, legata ad un male endemico del mondo dell’associazionismo: il mancato ricambio generazionale. A Bovolone ci sono due cori di voci bianche, ma sono difficili da trovare coristi in età adulta, da qui la decisione di non proseguire. Lo conferma a malincuore Vasco Vicentini, uno dei fondatori e attuale referente de La Baita, che conserva nella sua abitazione l’archivio storico del coro. All’inizio della storia, partita nei primi anni Ottanta, c’era un sodalizio tra amici appassionati di canto, solo in minima parte alpini ma tutti erano mossi dalla volontà di recuperare il patrimonio canoro della tradizione popolare. Hanno cominciato a riunirsi per cantare il martedì e il venerdì sera sotto la guida dell’indimenticato maestro Francesco Polo. Tante sono le cante della tradizione locale e montanara divenute famose grazie a La Baita. Nel loro libro testamento c’è anche una puntuale ricostruzione della rassegna corale «Città di Bovolone» promossa da La Baita a partire dagli anni ‘90 che è andata avanti 15 anni. Nel libro realizzato grazie alla sponsorizzazione di un corista c’è anche un album con le foto delle tante trasferte e una pagina ricordo dedicata ai 12 coristi passati a miglior vita. La revisione dell’albo delle associazioni, in tutto una novantina, ha certificato anche la fine, dopo quasi 30 anni, anche di un’altra associazione che ha lasciato il segno in paese: si tratta de «La Goccia», antesignana di tematiche oggi divenute di grande attualità come lo sviluppo sostenibile. Aveva iniziato l’attività nel 1991, dall’ottobre 1994 ha cogestito con la Bottega del Mondo un negozio, La Rondine, del Comes e organizzato incontri nelle scuole con i gruppi parrocchiali promuovendo serate di dibattito e conferenze: «Non svolgiamo attività da qualche tempo», dice il presidente uscente Marco Stevanini, «il nostro impegno per la promozione dei valori del Commercio equo e solidale è comunque attivo e si manifesta in altri modi». Infine, ha cessato l’attività anche «Libera@mente», che dal 2000 ha svolto attività culturale occupandosi di conferenze e incontri con l’autore. •

RO.MA.
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