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10.08.2019

Il paese del futuro non potrà avere più di 18mila abitanti

Claudio Casagrande
Claudio Casagrande

Bovolone non potrà superare i 18mila residenti. È la soglia massima di abitanti che prevede il Piano degli Interventi, il nuovo strumento urbanistico, reso pubblico dal consiglio comunale per dare possibilità di presentare osservazioni, destinato a rottamare il vecchio Piano regolatore generale degli anni ‘80 non appena sarà approvato il prossimo autunno. Rispetto ai residenti attuali, sono altre 2.765 le persone per le quali sono previsti spazi residenziali pari a 407mila metri cubi. Un limite solo teorico: la cittadina del mobile si è stabilizzata da qualche anno poco sotto i 16mila abitanti. Ci sono paletti anche per il consumo del suolo: non più di 123mila metri quadri di nuove lottizzazioni, mentre il Prg ne prevedeva quasi il triplo, ossia 340mila. Stop da subito, invece, a nuove aree produttive, poichè quelle esistenti sono considerate sufficienti. È stato cambiato anche il regolamento edilizio. Tra le maggiori novità c’è la possibilità di fermare nuovi insediamenti a chi risultasse proprietario di immobili in centro lasciati in stato di degrado: vanno ristrutturati prima di mettere in azione le nuove ruspe. Una svolta rispetto al passato, introdotta con un emendamento presentato dai consiglieri del M5S e approvato con qualche modifica. Tra le altre novità figurano le zone di rispetto e le distanze nel caso di apertura di sale da gioco, e maggiori poteri al Comune per ordinare interventi di risanamento di edifici degradati. Il nuovo Piano degli Interventi è consultabile fino a settembre per chi desidera presentare osservazioni, ovvero modifiche, migliorie, correzioni. Lo strumento, per prima cosa, semplifica e mette un po’ di ordine. Basti dire che il vecchio Prg prevedeva 11 zone che sono state ridotte a tre. Tutta la cartografia, inoltre, è stata aggiornata anche con l’ausilio di immagini satellitari di buona qualità. Il Piano, firmato dal progettista Roberto Raimondi, ha l’ambizione di garantire maggiore operatività in un quadro di certezza. Ad esempio, quando sarà a regime una nuova lottizzazione dovrà essere realizzata in tempi certi. Altrimenti, dopo cinque anni, sarà destinata a decadere, salvo proroghe concordate con la proprietà. Stabilisce inoltre tutti gli standard, ovvero i metri quadri di parcheggio, aree verdi ed altri parametri per ogni singolo abitante. L’assessore all’Urbanistica Claudio Casagrande ha annunciato un’assemblea pubblica, per gli inizi di settembre, per presentare al pubblico il nuovo Piano prima che il documento torni in consiglio comunale per l’approvazione definitiva. •

RO.MA.
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