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16.07.2019

Donna morta nel Menago, è mistero

I soccorritori sull’argine del Menago durante il recupero del cadavere della donna DIENNE FOTOCarabinieri e vigili del fuoco sul posto del rinvenimento
I soccorritori sull’argine del Menago durante il recupero del cadavere della donna DIENNE FOTOCarabinieri e vigili del fuoco sul posto del rinvenimento

Il primo ad accorgersi che nelle placide acque del fiume Menago galleggiava, trascinata dalla corrente, il corpo, a pancia in giù, di una donna, è stato un visitatore che ieri si trovava nel Parco Valle del Menago. Stava percorrendo, verso le 15.30, gli argini del corso d’acqua quando ha notato la povera salma, una donna con capelli neri che gli arrivavano sulle spalle. È però mistero sulla morte della donna: ha compiuto forse un gesto disperato? Oppure è scivolata nel fiume? Qualcosa potrebbe emergere nelle prossime ore, quando qualcuno si accorgerà della sua assenza e quando si scoprirà la sua identità. Per ora quel corpo minuto non ha nome e non si sa da dove provenga: il Menago passa anche da Isola della Scala. Sul posto per il recupero del cadavere sono intervenuti i vigili del fuoco di Legnago. Le indagini sono condotte dai carabinieri di Bovolone: da un primo esame, la donna era in acqua da non più di due o tre ore e non presenta alcun segno di violenza sul corpo. Ma torniamo all’avvistamento. L’uomo che si è accorto del cadavere non aveva con sé il telefonino ma è riuscito ad attirare l’attenzione di una signora che si trovava sull’altra sponda, chiamandola ad alta voce e facendo segno di dare l’allarme. La signora era in via dei Navigatori ed è stata lei quindi ad avvisare i carabinieri e da quel momento ha anche tenuto d’occhio il corpo. «Nel tentativo di fare qualcosa per lei, abbiamo anche cercato, con altri, di fermarla, usando un rastrello ma non ci siamo riusciti», ha detto. Il recupero è stato eseguito dai vigili del fuoco, con un gommone. Sul posto è arrivata anche un’auto medica, con due medici che non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Il cadavere è stato quindi trasferito a Verona, all’istituto di medicina legale dove probabilmente verrà eseguita l’autopsia. Il punto in cui è stato rinvenuto il cadavere si trova in linea d’aria a 3/400 metri dal vecchio Mulino di via Crosare, sulla provinciale per Salizzole, sotto il quale un corpo difficilmente potrebbe passare. Dopo il mulino, il Menago costeggia il piazzale ed è delimitato da un basso gard rail. Lì però ieri nessuno ha notato qualcosa di strano. Poco più avanti non c’è parapetto ed è facile cadere o buttarsi. La corrente è calma e il fiume in quel tratto è basso, circa mezzo metro, ed una persona di media statua potrebbe toccare stando in piedi, anche se è un’altezza più che sufficiente per mettere in difficoltà chi non sa nuotare. •

Roberto Massagrande
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