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01.02.2020

«Da 7 mesi non mi attivano internet»

L’abitazione in attesa del collegamento di internet in via Bellevere DIENNEFOTO
L’abitazione in attesa del collegamento di internet in via Bellevere DIENNEFOTO

Da sette mesi è in attesa di un’ attivazione internet nella casa di nuova costruzione dove l’impianto di videosorveglianza aspetta il collegamento per entrare in funzione. Succede in via Bellevere dove il proprietario che ci andrà presto ad abitare, il signor E.F. da giugno dello scorso vive la sua odissea di utente che sembra di altri tempi ormai andati. Tutto ha avuto inizio da una telefonata al 187 per chiedere l’attivazione della linea, sono passati 7 mesi senza ottenere nulla, neppure scuse e risposte esaurienti sulle cause del ritardo. Il registro delle chiamate del suo telefonino rende possibile una ricostruzione dettagliata di tutte le telefonate fatte e ricevute, e così pure degli sms. Un lungo elenco allegato ad un’email di protesta inviata a Tim/Telecom Italia che aspetta da giorni una risposta. Con il passar dei mesi, è cresciuta anche l’esasperazione per i tanti grattacapi nei confronti dei callcenter, dai quali il proprietario non ha mai ricevuto un’assistenza e spiegazioni adeguate: «Si parla di 5G, di connessioni ultra veloci, di domotica eccetera. Sette mesi fa, ho semplicemente richiesto a Tim/Telecom Italia una nuova linea internet e telefonica ormai indispensabile. ma ad oggi, a Bovolone per connettere una nuova abitazione ad una linea già presente bisogna percorrere una strada da incubo», si sfoga il proprietario dell’abitazione. Dopo settimane il sig E. si è visto arrivare un sms con l’avviso di «pratica annullata». Non si è arreso ed è ripartito con la procedura che tre mesi più tardi, siamo ormai in ottobre 2019 si conclude questa volta con un sms che indica non meglio precisati «impedimenti tecnici». La decisione di andare di persona a un ufficio vero e proprio non ha risolto la situazione, inutile anche il tentativo di contattare la ditta della quale Tim si avvale per gli allacciamenti, si muove solo su richiesta della società appaltante. Ma c’è dell’altro, dopo i primissimi contatti nei quali l’aspirante utente ha fornito i suoi dati e i recapiti, ha cominciato a ricevere scoccianti chiamate e avvisi WhatsApp pubblicitari da pseudo callcenter che offrivano servizi di attivazione, tecnici e assistenza. Ed infine la beffa finale, ha dovuto aprire un apposito account di posta certificata per inviare il suo «cahiers de doléances», annunciando che si sarebbe rivolto a un’associazione di tutela dei consumatori per il disservizio che gli è costato tempo e denaro per i permessi lavorativi chiesti per essere presente di persona ad appuntamenti con tecnici che si sono regolarmente conclusi con un nulla di fatto. Il problema di fondo, racconta un fonte che chiede di rimanere anonima, è che in certe zone abitate le linee sono sature e diventa impossibile allacciare nuovi utenti se non investendo somme considerevoli, in certi casi l’attesa si è protratta un paio di anni. •

Roberto Massagrande
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