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21.03.2020

Chiude il Punto primo intervento Il personale trasferito a Legnago

Da ieri alle 14, il Punto di primo intervento dell’ospedale San Biagio di Bovolone è chiuso. Con largo anticipo rispetto all’annunciata sospensione del servizio la direzione sanitaria della azienda Ulss 9 Scaligera è passata dal pensiero all’azione. Tutto il personale è stato trasferito a Legnago per andare ad aiutare al Pronto Soccorso del Mater Salutis, in queste giornate oberato dal carico di lavoro per l’emergenza Coronavirus. La brusca accelerata è dipesa dall’andamento dall’epidemia di Covid-19 e quindi in considerazione dell’incremento progressivo del numero di positivi e di ricoverati anche in provincia di Verona. A inizio settimana la direzione sanitaria della azienda Ulss 9 Scaligera aveva programmato di sospendere l’attività a partire da lunedì mattina 23 marzo. In un primo momento si parlava di un periodo di chiusura con un termine il 15 aprile, salvo necessità. A metà settimana, cioè giovedì, la decisione della chiusura notturna del punto di primo intervento, mantenendo il servizio attivo nell’orario diurno per oggi e domani. Ma anche questo annuncio è stato poi smentito nell’arco di 12 ore. Ieri mattina è stata presa la decisione di bruciare i tempi chiudendo tutto già alle 14. Il resto dell’ospedale rimane aperto e continua la attività. Nella riorganizzazione della sanità veneta del 2017 è andato ad occupare, dopo una riclassificazione, la casella di «ospedale nodo di rete monospecialistico riabilitativo». La struttura a pieno regime è dotata di 70 posti letto di recupero e riabilitazione funzionale e 24 posti letto di ospedale di comunità e altri 6 posti letto hospice oltre al punto di primo intervento che, quanto è operativo, è aperto 24 ore su 24 con accesso dal lato est dell’ospedale, in via Innocente Vicentini. Il Punto di primo intervento di Bovolone sospende così l’attività per consentire la trasferta a Legnago di tutto il personale al pronto soccorso dell’ospedale per acuti. Il tutto è pensato, viene puntualizzata dalla direzione sanitaria, al fine di garantire la tempestiva accoglienza dei pazienti, riducendo contestualmente i tempi di stazionamento delle ambulanze. Le attività del Punto di primo intervento bovolonese sono destinate a riprendere non appena sarà superato lo stato di emergenza, ma sono tempi che si fanno incerti e piuttosto lunghi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberto Massagrande
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