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07.02.2020

Becchime anticoncezionale per eliminare colombi e tortore

  Colombi su un tetto: a Bovolone si cerca di arginare la prolificazione
Colombi su un tetto: a Bovolone si cerca di arginare la prolificazione

Distributori automatici di grano «antifecondativo» per piccioni e tortore. È questa la strategia che il settore ecologia del Comune intende sperimentare per contrastare la proliferazione dei fastidiosi volatici nel centro urbano e in campagna. A muoversi per fermare il costante aumento dei piccioni senza ricorrere e metodi cruenti è l’ufficio Ecologia e igiene pubblica: i volatili, infatti, provocano danni imbrattando fabbricati e strutture architettoniche. Costituiscono, inoltre, un problema igenico-sanitario: colombi e tortore sono potenzialmente portatori di virosi per la specie umana. Anche a Bovolone, come in molti centri grandi e piccoli, il fenomeno della moltiplicazione di questi volatili rischia di sfuggire di mano, da qui l’esigenza di intervenire. Per di più un sopralluogo del servizio veterinario della Ulss 9 Scaligera aveva confermato la presenza di una «reale problematica igienico sanitaria», derivante dai volatili. Gli stormi di centinaia se non migliaia di pennuti si notano spesso sopra i tetti del centro storico, colonizzano i fabbricati abbandonati, o non ancora completati, dove trovano nascondigli per riposare. Con i loro voli stanno creando notevoli disagi ai cittadini, con il guano che sporca vie, marciapiedi e auto, senza contare le piume e carcasse di animali morti. L’obiettivo dunque è contenere efficacemente il numero di colombi e tortore senza creare sofferenza agli stessi, attraverso l’uso di un «antifecondativo»: si tratta dell’Ovistop, commercializzato dalla ditta ACME Srl di Cavriago (Reggio Emilia). Il prodotto viene distribuito di norma con del mais, dosato tramite distributori automatici da posizionare in punti strategici. Il prodotto che si sta sperimentando offrirebbe il vantaggio di permette il controllo dei colombi somministrando loro una piccola dose della sostanza «nicarbazina» che ha effetto antifecondativo. Il farmaco non presenta rischio per l’uomo e i mammiferi e nemmeno per i rapaci predatori dei colombi che abbiano ingerito il mais col farmaco ed inoltre non crea sofferenza agli animali. Il Comune ne ha ordinato sei sacchetti da 15 chili di grano trattato, pronto da essere messo nei distributori automatici, spendendo circa 1.250 euro. Quella contro i piccioni è una battaglia di lungo corso e di sicuro ci vorrà del tempo per valutare appieno l’efficacia del provvedimento e quantificare il calo degli uccelli. Per ora il Comune ha fatto il primo passo acquistando lo speciale becchime. •

RO.MA.
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