Bovolone

Spaccata in gioielleria, è allarme nella Bassa: potrebbe essere la «banda del Suv»

Mandata in frantumi la vetrata di un negozio di orologi di lusso: bottino di non ingente, ma danni alla struttura
La vetrata in frantumi della gioielleria. Banditi in fuga con degli orologi
La vetrata in frantumi della gioielleria. Banditi in fuga con degli orologi
La vetrata in frantumi della gioielleria. Banditi in fuga con degli orologi
La vetrata in frantumi della gioielleria. Banditi in fuga con degli orologi

Una spaccata nel cuore della notte, il tipico rumore di cristalli infranti e un’auto che parte sgommando a tutta velocità. In tutto una manciata di minuti, comunque sufficienti ai banditi per svaligiare il negozio «Orologi Gioielli Top Class» attraverso un foro del diametro di circa 25 centimetri praticato sul vetro antisfondamento. È la sintesi del colpo lampo messo a segno, a cavallo fra domenica e lunedì, nel centro storico di Bovolone.

Il furto

Erano le 4.30 quando il silenzio di piazza Vittorio Emanuele, a quell’ora deserta, è stato rotto improvvisamente da un forte botto che ha svegliato di soprassalto i residenti. Un’auto di grossa cilindrata si è fermata davanti al negozio specializzato in orologi di lusso e alta gioielleria. Marchi prestigiosi che per i cronografi spaziano dai Rolex ai Cartier agli Audemars Piguet mentre Chimento e Visconti sono le firme di punta in fatto di diamanti ed altri preziosi.

Tuttavia i malviventi, almeno tre individui con il volto travisato, devono aver fatto male i loro conti visto che erano rimasti esposti in vetrina solo articoli di valore inferiore rispetto ai costosi orologi da collezionisti trattati nella rivendita aperta una decina di anni fa da Gianluca Tarocco.

Dopo aver mandato in frantumi la vetrata presumibilmente a colpi di mazza o piccone - sul posto non sono stati rinvenuti arnesi da scasso né tombini stradali usati spesso in questi casi come «arieti» di fortuna - hanno fatto in tempo ad arraffare una decina di Longines di fascia bassa.

La fuga e l’allarme

I malviventi, disturbati con ogni probabilità dagli abitanti del quartiere, si sono quindi dileguati facendo perdere le loro tracce nel buio. A quel punto è scattato l’allarme e sul posto sono interventi i carabinieri della stazione cittadina, che hanno avviato le ricerche per risalire ai ladri. «Il valore della refurtiva», spiegava ieri il gioielliere Tarocco, «per fortuna non è ingente poiché alla chiusura mettiamo al sicuro gli orologi e i gioielli più importanti. Tuttavia, i danni alle strutture ci hanno lasciato un conto salato oltre a disagi operativi dovendo sostituire la vetrata in fretta e furia, tanto più a ridosso delle festività natalizie».

Un contributo alle indagini potrebbe arrivare agli uomini del luogotenente Antonio Bortolozzo dalla visione dei filmati registrati dalle telecamere della videosorveglianza comunale e a protezione della stessa gioielleria. Il colpo a Bovolone ha amplificato intanto l’allarme criminalità, che nelle ultime settimane si è diffuso a macchia di leopardo nella Bassa.

A partire dal Legnaghese, dove sono state svaligiate diverse abitazioni e attività, con avvistamenti di uomini incappucciati su una potente Alfa Romeo di colore grigio tra Legnago, Villa Bartolomea e Coriano di Albaredo. Non è escluso che dietro la razzia nella gioielleria bovolonese ci sia sempre quella che è stata ormai ribattezzata la «banda del Suv».

Stefano Nicoli