La lettera di un bimbo veronese e della sua mamma

Bambini ancora senza risposte «Esistiamo anche noi, fateci tornare a giocare»

La lettera di un bimbo veronese e della sua mamma
Il piccolo Andrea
Il piccolo Andrea

Mentre sono attese le linee guida della regione Veneto sulla riapertura dei centri estivi, che dalle disposizioni governative sembravano escludere la fascia 0-3, ci arriva, la lettera di un bambino veronese e di sua mamma Gianna, che racconta bene come i più piccoli hanno vissuto la lunga fase del lockdown e il momento di incertezza attuale.

Con anche i parco giochi che in molti luoghi rimangono chiusi, per le limitazioni imposte dal decreto, o che riaprono parzialmente come a Verona.

 

 

Mi chiamo Andrea, ho due anni e abito a Cologna Veneta. Con l’aiuto della mia mamma le scrivo una lettera. Da febbraio non vedo più la mia maestra e i miei amici. Son rimasto chiuso a casa per un bel po, dove oltre al nervoso, non riuscivo più a dormire.Da un po’ di giorni la mamma mi ha permesso di riuscire fuori casa, dato che abitiamo in un condominio senza giardino. Sono contento, perché ho la mia mamma che ormai non lavora più e la mia mamma per quanto sia difficile, è felice di star con me. Papà lavora, per fortuna. Ma ogni giorno passo dal parco per vedere se l’hanno riaperto.

La mamma mi ha spiegato che il bimbo corona lo ha rotto. È proprio un monello. E ogni volta ci resto male, perché è ancora chiuso! Ma non perdo la speranza! Vado sempre a controllare sperando di trovarlo aperto e tornare a giocare. Spero tanto che chi ci governa, possa pensare anche a noi piccoli, che siamo stati dimenticati. Hanno riaperto i bar, ristoranti, tutto. Ok non andrò più a scuola, però fatemi ritornare a giocare. Esistiamo anche noi! Anche se siamo piccoli, capiamo e abbiamo un cuore. Nella speranza di poter riabbracciare a settembre la mia maestra e i miei compagni di scuola. Grazie di cuore