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13.10.2019

Colleziona zucchero Il diabete non è di casa

Bruno Teboni con le bustine di zucchero collezionate DIENNEFOTO
Bruno Teboni con le bustine di zucchero collezionate DIENNEFOTO

Un collezionista che non teme la glicemia. Ogni volta che prende un caffè al bar, Bruno Teboni, 86enne ex presidente della Pro loco e storico segretario della Dc angiarese, non versa nella tazzina lo zucchero, bensì si infila la bustina, ben sigillata, in tasca. Da 10 anni, infatti, l’infaticabile coordinatore del gruppo di autisti volontari che ogni giorno accompagnano gli anziani del paese alle visite in ospedale di Legnago o in altri presidi sanitari colleziona le confezioni utilizzate nei pubblici esercizi per addolcire le bevande. Finora, grazie ad una fitta rete di «fornitori», tra cui parenti, amici ma anche tanti compaesani che conoscono la sua passione, Teboni è riuscito a raccogliere 800 bustine diverse, per un peso complessivo di quattro chili di zucchero. Ce ne sono di tutti i tipi e dimensioni: la maggior parte sono rettangolari, anche se non mancano quelle a cuore, con stampati gli auguri pasquali e natalizi, e quelle a bastoncino. Per quanto concerne la provenienza, la bustine di Teboni sono rappresentative di tutta Italia ma ce ne sono parecchie straniere. «Ogni tanto», evidenzia il pensionato, «qualcuno, appena tornato da un viaggio, viene a consegnarmi a casa una bustina che ha conservato apposta per me». Tra le mini-confezioni più curiose ve n’è una che riproduce le immagini dei personaggi che hanno fatto la storia recente dell’Italia e del mondo, dall’ex presidente americano John Kennedy al papa «buono» San Giovanni XXIII, passando per Martin Luther King e Charlie Chaplin. «Le ho trovate a Sottomarina (Venezia)», confessa Teboni, «durante una vacanza al mare». L’86enne, ovviamente, ha battuto a tappeto tutti i bar del paese e della vicina Legnago. La variegata collezione comprende anche le bustine con impresse le banconote da 5 e 50 euro, o quelle fatte realizzare dai partiti, come la Lega Nord. Moltissimi sono gli involucri dedicati a locali del territorio, così come ci sono quelli che pubblicizzano il volontariato, uno dei quali reca impressa la sigla dell’Avis. Teboni non intende fermarsi qui: «Punto ad arrivare a mille bustine». Finora il pensionato non ha mai esposto al pubblico i propri «cimeli». «Anche perché», puntualizza, «c’è il rischio che qualcuno si impossessi di qualche bustina o, peggio ancora, la utilizzi inavvertitamente nel caffè». •

F.T.
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