Scherzo pericoloso

Alunno versa alcol nell’acqua delle compagne, paura in classe

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La scuola media «Simoni» di Albaredo (Diennefoto)
La scuola media «Simoni» di Albaredo (Diennefoto)
La scuola media «Simoni» di Albaredo (Diennefoto)
La scuola media «Simoni» di Albaredo (Diennefoto)

Uno scherzo stupido fatto a scuola, pensato con troppa leggerezza ed attuato in un momento in cui non erano presenti adulti che potessero intervenire. Uno scherzo che poteva finire però molto male, addirittura con un ricovero in ospedale. Invece, fortunatamente, non è successo nulla di grave. Alla scuola secondaria di primo grado «Renato Simoni» di Albaredo, qualche giorno fa, un alunno di seconda ha versato del liquido disinfettante nelle bottigliette d'acqua minerale di tre compagne di classe, durante un intervallo delle lezioni.

 

La vicenda

Non sono ancora del tutto chiari i contorni dell’episodio, ma dai primi racconti emersi pare che le ragazze fossero fuori dall'aula mentre un gruppetto di maschi era rimasto dentro. Al rientro in classe, prima di appoggiare le labbra alla bottiglietta, una delle studentesse ha avvertito subito il forte odore di alcol e non ha bevuto. Ha subito avvertito le compagne di non bere dalle bottigliette e quella che il compagno considerava una burla è emersa così in tutta la sua gravità. Non appena entrato in classe, il docente ha interrogato gli studenti per comprendere cosa fosse successo e per richiamare ciascuno alle proprie responsabilità. Dell'accaduto è stata tempestivamente informata anche la dirigente scolastica, Stefania Giammaria che ha avviato l'iter per il procedimento disciplinare.

 

I genitori

Una volta rientrati a casa, i ragazzi hanno raccontato l'episodio, ciascuno secondo la sua versione, poiché non erano tutti presenti in classe al momento della bravata. Le famiglie, ovviamente, si sono allarmate. Sono iniziati a circolare messaggi preoccupati nel gruppo WhatsApp della classe per chiedere spiegazioni. Qualche genitore ha sostenuto che il flacone del disinfettante non avrebbe dovuto essere lasciato incustodito sulla cattedra perché si tratta pur sempre di un liquido tossico, ma alle scuole medie si presume che i ragazzi siano ormai consapevoli che certe sostanze non vanno inalate né ingerite. L'unico particolare che è trapelato in questi giorni è che l'autore dello scherzo non sarebbe un ragazzo che proviene da una famiglia disagiata o che ha manifestato in passato problematiche di tipo sociale. Si tratterebbe, al contrario, del classico studente di buona famiglia. Questo dettaglio non aggiunge né toglie nulla alla gravità del fatto, però è un invito a riflettere sulla necessità di responsabilizzare maggiormente le giovani generazioni.

 

La dirigente

Ed è proprio questo ciò che sta facendo la preside Giammaria, arrivata quest'anno a dirigere l'Istituto comprensivo di Albaredo-Ronco. Sono stati convocati i genitori del ragazzo autore del gesto ed è stato indetto un Consiglio d'Istituto straordinario che dovrà decidere quali misure disciplinari adottare. Lo studente potrebbe essere sospeso per qualche giorno, oppure potrebbe essergli impedito di partecipare ad eventi quali uscite o gite di fine anno.

La dirigente ha inoltre invitato tutti i genitori della classe seconda coinvolta nell'episodio ad un incontro che si terrà lunedì sera a scuola. «Una delle mie priorità, fin dal momento in cui mi sono insediata a Ronco, è stata l'apertura di un canale di comunicazione con le famiglie», ricorda la preside Giammaria. «Lunedì sarà con me anche la psicologa che si occupa del nostro Sportello di ascolto per comprendere i problemi e cercare di affrontarli assieme. Purtroppo, questi due anni e mezzo di pandemia hanno avuto effetti pesanti sui ragazzini, che a volte hanno difficoltà a rendersi conto delle conseguenze di ciò che fanno. È innegabile l'incremento di tensioni e conflittualità». L'impegno della scuola non sarà soltanto rivolto al mondo degli adulti educatori, ma anche degli stessi alunni. Martedì mattina gli studenti incontreranno, infatti, due agenti della polizia di Stato che spiegheranno loro quali sono i reati più diffusi, i rischi dei lori gesti e come difendersi dagli adescamenti sul web.

Paola Bosaro