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01.08.2019

Addio a Enio Zampicinini Fu internato in Germania

Enio Zampicinini
Enio Zampicinini

Verrà celebrato oggi, alle 10, nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano di Zimella, il funerale di Enio Zampicinini, l’ultimo internato di guerra del paese. Agricoltore e allevatore in pensione, classe 1923, tenace e con una salute di ferro fino all'anno scorso, ha avuto un crollo improvviso una quindicina di giorni fa ed è deceduto all'ospedale di San Bonifacio, dov’era stato ricoverato. Lascia la moglie Lucia e i figli Gianpietro, Maria Pia e Isabella. Nativo di Gazzolo d'Arcole, per un errore di trascrizione in anagrafe il suo nome fu registrato come Enio e non Ennio, ma per lui non fu mai un limite, tanto che durante la prigionia in Germania fu chiamato dalle guardie naziste pure Emil. Artigliere di montagna, nell’estate del ’43 fu chiamato alle armi e caricato su un treno per raggiungere la Russia. A Monfalcone fu fermato assieme ad altre migliaia di soldati e fatto ripartire verso Vipiteno, dove fu fatto prigioniero dai tedeschi e tradotto in un campo di lavoro ad Amburgo. Soffrì ogni genere di umiliazione e patì la fame, ma riuscì anche a farsi apprezzare da alcune guardie per la sua disponibilità a lavorare e la forza di volontà. Rimase in Germania per tre anni e mezzo, prima di poter finalmente riabbracciare i suoi familiari ad Arcole. La sua toccante testimonianza è raccolta nel libro di Luigino e Gianni Oscar Lunardi «Raccontare il Ventennio del Comune di Zimella», pubblicato nel 2015. Nel 1949 sposò Lucia Dalla Piana e si trasferì a Santo Stefano. Negli anni Sessanta e Settanta ha partecipato all’organizzazione della sagra paesana. Nel 1966 ha ricevuto dall’esercito italiano la croce al merito di guerra per il periodo di internamento in Germania. È stato nel direttivo del Consorzio di bonifica Zerpano Adige Guà e presidente locale dei pensionati della Coldiretti. •

P.B.
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