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07.04.2020 Tags: Legnago

Acquisti «contingentati», la città si divide

Clienti all’uscita di un supermercato situato nel centro storico DIENNE
Clienti all’uscita di un supermercato situato nel centro storico DIENNE

Fabio Tomelleri A Legnago, la città si divide sulla spesa «scaglionata» imposta dal Comune. L’ordinanza anti - Covid 19 firmata lo scorso 3 aprile dal sindaco Graziano Lorenzetti sta suscitando infatti reazioni contrastanti laddove stabilisce che, fino a Pasquetta, famiglie e single, muniti di guanti e mascherine, «possono accedere alle strutture, negozi o ambienti di vendita autorizzati solo ogni tre giorni». E per i trasgressori sono fissate le stesse sanzioni previste per chi non osserva i decreti statali contro il Coronavirus, ovvero una multa da 400 a 3mila euro, incrementabili fino a 4mila se gli inadempienti vengono trovati a bordo di un veicolo qualsiasi, bicicletet comprese. Proprio la categoria degli anziani, che in città rappresenta oltre un terzo dei 25.400 residenti, è quella a cui è rivolto in particolare il nuovo divieto. Del resto, per alcuni legnaghesi di età avanzata uscire spesso per delle compere è un retaggio culturale, poiché prima dell’avvento dei supermercati diverse massaie, anche per una questione di ristrettezze economiche, erano abituate ad acquistare quel poco che bastava di giorno in giorno, recandosi più volte a settimana nelle vecchie botteghe di alimentari. Davanti al supermercato «A & O» di via Matteotti, il signor Benito, pensionato 80enne del capoluogo, mentre si accinge a salire in bicicletta con la spesa, commenta: «Come si fa a rispettare un’ordinanza del genere? Questo significa che se io, domani, mi dimenticassi di prendere il latte al supermercato, come è accaduto di recente, dovrò aspettare necessariamente tre giorni prima di uscire ad acquistarlo». L’80enne annota: «Inoltre per curarmi devo assumere sette medicinali al giorno. Se un farmaco finisse prima del termine dei tre giorni di attesa cosa farò?». «Faccio assistenza volontaria agli anziani», riferisce la signora Orietta, «e ogni giorno mi chiedono commissioni per medicinali o altro. Con le nuove limitazioni sono sempre a rischio». «Esco tutti i giorni a comprare il giornale», aggiunge Laura, pensionata di Porto, «tuttavia domenica, con tutte le rivendite del quartiere chiuse, né io né mio fratello ce la siamo sentita di attraversare ponte Principe Umberto per raggiungere il capoluogo, magari rischiando di incorrere in una sanzione». C’è pure chi apprezza il giro di vite. «Io e i miei genitori ci siamo adeguati all’ordinanza», annota la giovane Valentina, «pertanto faccio la spesa per tutti, rispettando la cadenza. Evitiamo di acquistare il superfluo, e il cibo lo facciamo bastare più a lungo». «Con le nuove limitazioni», sottolinea il gestore della «Tabaccheria MA» di via Matteotti, «è calato il numero di quanti acquistavano i quotidiani. Se chi fuma può farsi la scorta comprando una stecca di sigarette, i lettori materialmente non possono acquistare in anticipo i giornali non ancora usciti». «È pur vero», prosegue il tabaccaio, «che non è possibile vedere persone uscire ogni tre ore, magari soltanto per acquistare una bottiglia di latte». Il sindaco Lorenzetti difende il provvedimento che ha emanato: «Ho predisposto questa particolare limitazione perché diversi cittadini me l’hanno chiesto. Sono stati una decina i 60enni con genitori novantenni che mi hanno confessato di non riuscire letteralmente ad evitare che le loro mamme o i loro papà in età avanzata uscissero di casa più volte al giorno, esponendosi così a maggiori rischi di venire contagiati, visto che vanno evitati i luoghi troppo frequentati. Pure i negozianti mi hanno invitato ad attivarmi, vedendo con troppa frequenza sempre gli stessi ultra 75enni recarsi nelle loro strutture, quando occorre stare a casa il più possibile». Il primo cittadino conclude: «Inoltre le stesse strutture autorizzate, a richiesta, possono consegnare a domicilio spese, giornali o medicinali a chi dovesse avere necessità impellenti da soddisfare». •

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