IL PARROCO. Il traguardo della collaborazione è stato raggiunto e don Damiano Frisoni sottolinea la funzione del Circolo

Unità nella fede, una
sfida vinta: «Il Noi vuol
dire partecipazione»

Amicizia al «Sagrest»: una grande occasione per stare insieme
Amicizia al «Sagrest»: una grande occasione per stare insieme

Don Damiano Frisoni è originario di Isola della Scala dove è nato nel 1980. Ordinato sacerdote nel 2006, la sua prima destinazione è stata Soave come vicario parrocchiale. Successivamente è stato spostato a Verona, a San Giuseppe fuori le mura. È a Spinimbecco e Carpi dal 2013. Come giudica i due paesi dal punto di vista economico e sociale? «Le due parrocchie vivono della generosità delle persone, tra alti e bassi. Rispetto ad anni fa c’è stato un piccolo calo demografico; ma credo sia normale. Le nostre due comunità sono, comunque, un’isola felice perché abbiamo una buona risposta. Gli abitanti di Spinimbecco sono 1.350, quelli di Carpi circa 1.200». Come si muovono le comunità parrocchiali? «Le iniziative sono tante, le comunità rispondono con la presenza anche se rilevo un calo di attenzione nei confronti della chiesa. Come accennavo, però, verifichiamo buone risposte sia nel percorso della catechesi che nelle iniziative estive come Grest e campi scuola; oppure nelle manifestazioni che dicono il vissuto del paese, cioè le sagre». Quanti partecipano in media alla messa della domenica? «Non mi preoccupo dei numeri perché sono convinto che la fede sia qualcosa di più grande ed io non sono il sacerdote che guarda alle percentuali. E il conteggio è anche difficile perché rispetto a 30-40 anni fa adesso c'è molta mobilità e la gente può frequentare dove ritiene più utile e comodo», spiega don Damiano che, pur senza avere la percentuale, si dice soddisfatto, anche con numeri in calo. E la catechesi? «Siamo in un periodo di cambiamento diocesano; quindi rientriamo in un percorso delle Unità pastorali e in questi ultimi anni si è cercato di rispettare le richieste della diocesi adattandole alla situazione locale. Quindi la catechesi dell'Iniziazione cristiana che ci è stata proposta dalla diocesi in quattro tempi abbiamo cercato di adeguarla al nostro vissuto incontrando i genitori e alcune altre iniziative. Le nostre comunità hanno fatto un grande passo avanti. Fino al 2009 Spinimbecco e Carpi avevano il loro parroco, i loro vissuti, i loro catechismi; dal 2009 al 2013 chi mi ha preceduto, con difficoltà e spesso con incomprensioni, ha gestito l'unificazione voluta dai superiori. Negli ultimi anni, passando sopra alle difficoltà, sono emerse la gioia e la serenità della collaborazione. Sono dell’idea che è meglio cercare ciò che ci unisce piuttosto che quel che ci divide. Gli stessi Circoli si sono unificati dando origine al Circolo Uno di Spinimbecco & Carpi, come pure il catechismo, il ritrovo degli adolescenti e altre iniziative». Unico è il Consiglio pastorale; due invece i Consigli economici. «Non siamo diventati un'unica parrocchia perché istituzionalmente sono rimaste due chiese con i rispettivi patroni, due sagre patronali e anche due cori. La vita liturgica l’abbiamo messa sullo stesso binario delle manifestazioni. In questi anni abbiamo inserito la messa della comunità una volta al mese a Spinimbecco o a Carpi, e la messa festiva alternata». Per quanto riguarda la catechesi, come siete organizzati? «I bambini sono una ventina per annata: alcune classi si ritrovano a Spinimbecco, altre a Carpi. E poi accogliamo anche bambini delle comunità vicine che ci scelgono per esigenze di tempo o per comodità. Questo rientra nella modalità delle Unità pastorali, il vescovo ci ha chiesto di unirci come parrocchie. «Abbiamo una buona risposta dal gruppo adolescenti e terza media con attività settimanali, non solo incontri ma anche altre proposte, e da quando sono qui ho cercato di invitare un personaggio magari noto, che potesse portare la propria testimonianza di fede prima di tutto agli adolescenti e ai giovani, ma anche ai bambini e alle famiglie: un messaggio positivo di vita e di fede. Ed è sempre stata una serata ben accolta. «Nelle nostre comunità», spiega don Damiano, «oltre al percorso della catechesi, ci sono tanti altri gruppi: formativo, di riflessione sul Vangelo, i volontari, i fabbricieri, i cori, i chierichetti, i due gruppi per la Sagra patronale». Durante l’estate quali proposte fate? «Organizziamo il Grest, che durca circa 4 settimane; negli ultimi tre anni abbiamo registrato un incremento notevole. Quest'anno abbiamo avuto 250 presenze tra giovani, animatori e mamme che collaborano. Tutto finisce sempre con la messa e una cena, con la rispettabile cifra di 450 partecipanti più i volontari che lavorano in cucina e al servizio. Il Grest è il pezzo forte dell’estate, con il campo scuola, che può rivolgersi ai bambini di elementari o medie o ad entrambi. In montagna nei primi anni e in seguito al mare». A Spinimbecco c’è anche il «Sagrest», cioè il Grest prima della sagra, un’alternanza tra gioco e attività che offre ai ragazzi anche il tempo per fare i compiti. E poi in estate abbiamo organizzato le serate al Parco o al Circolo Noi per invitare le persone ad incontrarsi». Cosa significa la presenza del Circolo Noi? «Vuol dire partecipazione attiva dei laici. È vero che la comunità ha il suo riferimento nel parroco; però anche lui ha bisogno di una collaborazione. La presenza del Noi pertanto è una ricchezza, c’è condivisione di pensiero. Non è un circolo estivo ma parrocchiale, con il filo conduttore dei valori cristiani. Dà vita alla comunità coinvolgendo i piccoli d’inverno e i grandi d’estate». • G.B.M.

G.B.M.

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