I PARROCI. Don Enrico Ridolfi e don Luca Mazzi sono d’accordo: tante iniziative e grande collaborazione con il Circolo

«Un luogo
accogliente
per tutti»

La posa della prima pietra dell’oratorio con mons. CarraroIl Concerto di Natale, uno dei momenti centrali delle iniziative di fine anno
La posa della prima pietra dell’oratorio con mons. CarraroIl Concerto di Natale, uno dei momenti centrali delle iniziative di fine anno

Don Enrico Ridolfi è originario di Verona (è nato nel 1966) della parrocchia di Santa Maria Extra. Ordinato sacerdote nel 1996 ha prestato il suo primo servizio pastorale per nove mesi nella parrocchia della SS. Trinità. In seguito per sette anni è stato educatore in Seminario e insegnante di filosofia al Liceo diocesano «Giberti». Dal 2004 al 2007 ha retto la parrocchia di Settimo di Pescantina e, dal 2013 al 2017, quella di Negrar. Dal 2017 è parroco di Santa Maria Assunta. Don Luca Mazzi è nato a Verona nel 1978 ed è stato ordinato sacerdote nel 2003. Per cinque anni ha prestato la sua opera pastorale come curato a San Giovanni Lupatoto e per quattro a Isola della Scala. Dal 2013 è parroco a Golosine con don Enrico. Collaborano in parrocchia don Giancarlo Piatelli e don Igino Angero. «La parrocchia di Golosine», precisano i due parroci, «è nata all’inizio degli anni ’50 sottraendo parte del territorio alle parrocchie di Santa Teresa e Santa Lucia Extra. Nel giro di pochi anni è stata oggetto di una intensa, quanto disordinata urbanizzazione, nell’accogliere numerose famiglie di operai, ferrovieri e immigrati. Nel corso degli anni ha mantenuto questa dimensione e negli ultimi decenni si sono aggiunti immigrati provenienti dall’Africa, dall’Est europeo e numerosi dallo Sri Lanka; pur presentando alcune criticità, il cammino di integrazione sta portando a risultati positivi, molti immigrati cattolici frequentano la parrocchia e sono inseriti in molti gruppi». Che tipo di religiosità si respira nella parrocchia di Golosine e quali sono le peculiarità rispetto alle parrocchie limitrofe? «La religiosità rispecchia la sensibilità del nostro tempo, la frequenza alle celebrazioni non sempre è particolarmente significativa, tranne nei momenti più solenni o nelle occasioni particolari (celebrazione dei sacramenti, funerali). Molte sono invece le opportunità di incontro informale con persone e famiglie per i motivi più svariati, e spesso sono quelle più fruttuose. In questi ultimi anni abbiamo intensificato la collaborazione con le parrocchie vicine in vista della realizzazione dell’unità pastorale». Come è organizzata la catechesi e come sono preparati i catechisti? Quali iniziative per gli adolescenti? «Il catechismo si svolge con incontri quindicinali per i ragazzi delle elementari e le medie, e settimanale per gli adolescenti», spiegano i parroci. «Il gruppo dei catechisti è seguito dai sacerdoti e la formazione si svolge in collaborazione con le parrocchie dell’unità pastorale con appositi incontri all’inizio dell’anno pastorale». Esistono altri gruppi parrocchiali? «Altri gruppi presenti sono: la San Vincenzo per l’ambito caritativo, i ministri della comunione, i gruppi sposi, i volontari della festa “Golosine 37136”, il circolo Noi, il gruppo del carnevale». Quali attività si mettono in moto durante l'estate? «Il tempo dell’estate inizia con la festa “Golosine 37136”, che trasforma la piazza della chiesa e gli ambienti circostanti in luogo di incontro e di condivisione popolare; molti sono i volontari coinvolti e l’iniziativa cresce di anno in anno. Inoltre, sono previsti il Grest in oratorio, i campi scuola parrocchiale per le elementari e le medie, i campi scuola nei rifugi in montagna per le medie, gli adolescenti e i giovani. I bambini che partecipano al Grest sono circa un centinaio, dalla prima elementare fino alla seconda media, perché quelli della terza media vengono già coinvolti come aiuto-animatori. «Cinquanta/sessanta sono gli adolescenti animatori e ci sono alcuni giovani: dura tre settimane solo al mattino qui negli ambienti parrocchiali con un’uscita settimanale. Il Grest è accompagnato e impostato su un tema caratterizzante e si conclude con uno spettacolo finale». Qual è la funzione del Circolo Noi e qual è il grado di collaborazione con la parrocchia? «Parrocchia e Circolo Noi sono due realtà istituzionalmente diverse», chiariscono don Enrico e don Luca, «ma nella concretezza operativa no, perché i volontari del Circolo sono anche i volontari della parrocchia, catechisti ecc. Molte delle attività formative e ricreative sono svolte in sintonia con il Circolo Noi. La collaborazione è ottima e tutte le attività sono programmate e verificate insieme. Il nostro intento è quello di rendere il più possibile la comunità parrocchiale un luogo accogliente per tutti, nel rispetto delle età e delle sensibilità, offrendo spazi di aggregazione e condivisione che in altri contesti non è facile realizzare». • G.B.M.

G.B.M.