LA STORIA. Dal ricreatorio al Circolo Noi, trentacinque anni di attività che hanno coinvolto generazioni di giovani, interessando anche le famiglie e la vita sociale di Caselle

La Fonte, il laboratorio dell’amicizia

La festa degli aquiloni, uno degli eventi dedicati alle famiglie e promossi dal Circolo
La festa degli aquiloni, uno degli eventi dedicati alle famiglie e promossi dal Circolo
La festa degli aquiloni, uno degli eventi dedicati alle famiglie e promossi dal Circolo
La festa degli aquiloni, uno degli eventi dedicati alle famiglie e promossi dal Circolo

Nel 2019 ha compiuto 35 anni. Prima aderiva all’Anspi, nel 2002 il passaggio al Noi. Il presidente Mauro Spinelli traccia un quadro della realtà del Circolo Noi «La Fonte» di Caselle di Sommacampagna. «Il nostro direttivo è in carica da due anni e ne abbiamo davanti altri due. Siamo un gruppo giovane, soprattutto nello spirito, composto da una metà fresca di incarico e l’altra metà con esperienza. Io ho 50 anni e lavoro nell’ufficio acquisti in un’azienda di Verona. Sono subentrato al presidente storico Paolo Panzarini, che ha guidato il Circolo per 15-16 anni e che, con il vice di allora, Bruno Napolitano, ha fatto crescere il Noi. Che spazi avete a disposizione? «Una sala per i giochi e la sala musica per le feste con i ragazzi. C’è poi una taverna parrocchiale che possiamo usare per ritrovi con i genitori. Al piano superiore ci sono aule per attività e laboratori. All’esterno ci sono i campi da calcio, di pallavolo e basket. Noi ci siamo messi in gioco come gruppo», continua Spinelli, «e abbiamo voglia di fare tanto. Fin da subito ci siamo resi conto che il Circolo di per sé non è attrattivo come quando eravamo giovani. I tempi, i genitori e i bambini sono molto cambiati e dobbiamo adeguarci. Una volta i genitori dicevano ai figli: esci, vai a giocare con i tuoi amici al ricreatorio; oggi, invece, i ragazzi hanno tanti stimoli ed attività da seguire che rimane a loro poco tempo per ritrovarsi al “Ricre”. Quindi, consapevoli di questo, abbiamo deciso di aprire il Circolo nei giorni in cui possiamo offrire un’opportunità di incontro ai bambini. Per questo il Circolo è aperto nei tre giorni del catechismo, e poi la domenica. Il tutto grazie all’aiuto di genitori volontari, che vorrei ricordare: Almerino, Andrea, Anna, Chiara, Cinzia, Consuelo, Cristiano, Cristina, Erika, Giuliano C., Giuliano T., Ketti, Luca, Massimo, Micaela, Paola, Rita. In aggiunta, in inverno, la domenica, l’attività è integrata da un film per ragazzi». E le iniziative? «Cominciamo da dicembre», spiega Spinelli. «Organizziamo “Aspettando Santa Lucia” il giorno 12. Lo scorso anno abbiamo voluto rinverdire la tradizione e, essendo il paese grande, siamo partiti da un quartiere e, accompagnando la Santa con la sua corte e con la musica, siamo arrivati dietro la chiesa sotto il tendone, dove i bambini hanno consegnato le loro letterine. Sempre in dicembre organizziamo il Canto della Stella, diviso in due giornate: una animata dai ragazzi e l’altra dagli adolescenti. Abbiamo diviso il paese in quattro zone, ogni gruppo passa con il suo carretto a portare musiche nel segno della fede. Ogni gruppo è accompagnato o dalle catechiste o da animatori adolescenti e genitori. Alla fine ci si ritrova al Circolo per una cioccolata calda. Con lo stesso spirito, nella notte di Natale, dopo la messa, davanti alla chiesa offriamo una bevanda calda e ci scambiamo gli auguri». «Nei mesi fra dicembre e febbraio», aggiunge il presidente, «proponiamo un film domenicale, mentre a Carnevale organizziamo, con adolescenti e genitori, una festa in maschera con giochi e sfilata di tutte le mascherine. Per i più temerari i festeggiamenti continuano la sera con la sfilata dei carri per le vie, organizzata dal Comune». Ma le iniziative non finiscono qui. «Per due anni abbiamo proposto la festa di Pasquetta, negli ambienti dietro il Circolo», sottolinea Spinelli: «la partecipazione alla messa e poi un incontro in allegria tra famiglie all’insegna di pane e salame e una ricca grigliata. E giochi fino alla tarda serata. Anche questo è un modo per conoscerci, aggregare la comunità e favorire amicizie, secondo lo spirito che anima il Noi». Ci sono anche i laboratori creativi... «Sì, anche questi gestiti da volontari come Franca, Sara, Vittorina ed Almerino. Abbiamo proposto un laboratorio di cucito, frequentato da una decine di ragazze; e un altro sulle macchine volanti, che permetteva ai ragazzi di costruire dei modellini; nella seconda edizione proporremo modellini di macchine volanti a motore. In collaborazione con il Circolo Noi di Lugagnano abbiamo organizzato un torneo di pallavolo, della durata di un mese, rivolto agli adolescenti; le partite si svolgevano alternativamente ogni settimana a Caselle e Lugagnano. Tra i ragazzi si è creato un bellissimo clima, credo che sia un’esperienza da replicare». «Queste iniziative», conclude Mauro, «funzionano grazie al gruppo dei volontari che turnano nell’aprire il ricreatorio: senza di loro noi del direttivo non potremmo raggiungere i risultati che abbiamo. La collaborazione con le altre associazioni del paese è agevolata da un dialogo che permette di non farci “concorrenza” e di sovrapporre le iniziative e, in contemporanea, ci offre un supporto vicendevole facendo rete. La festa annuale del Circolo viene organizzata, per esempio, in occasione della festa della scuola materna. È un’occasione per conoscere le famiglie dei bambini che frequentano l’asilo il primo anno e rinsaldare i rapporti già stabiliti. «L’insieme di queste attività e proposte ha permesso al Circolo di raggiungere un numero cospicuo di tesserati: 800 su 5mila abitanti». •

Gian Battista Muzzi

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