L’unione fa la differenza
Decisivo il ruolo dei laici

Il parroco don Luca PedrettiUna serata musicale promossa dal CircoloDon Roberto Tortella
Un momento di preghiera durante il pellegrinaggio verso il Santuario della Madonna della Corona Un momento del torneo di pallavolo organizzato da «La Fonte»
Il parroco don Luca PedrettiUna serata musicale promossa dal CircoloDon Roberto Tortella Un momento di preghiera durante il pellegrinaggio verso il Santuario della Madonna della Corona Un momento del torneo di pallavolo organizzato da «La Fonte»

Don Luca Pedretti è nato a Verona nel 1965 e viene ordinato sacerdote nel 1993. Inizia il suo ministero sacerdotale a Cerea, dove rimane per cinque anni. Si trasferisce in Francia e Inghilterra per studiare lingue e trascorre tre anni di ministero in Turchia; rientrato per alcuni mesi a San Giovanni Lupatoto, riparte per l’Africa in Guinea Bissau, dove si ferma in missione per otto anni. Nel 2012 ha un infarto e rientra in Italia. Dal 2013 guida le parrocchie di Salizzole, Bionde e Engazzà insieme con don Massimiliano Lucchi. È lui ad illustrare la situazione civile ed economica della frazione, evidenziando le caratteristiche della popolazione. «Bionde è una frazione di Salizzole e la sua popolazione è molto laboriosa ed operativa. Il bello dei paesini è che tutti si conoscono e molte volte si sostengono a vicenda. Purtroppo la crisi demografica sta riducendo drasticamente la popolazione a tal punto che l’anno scorso sono state chiuse l’asilo e le scuole elementari. Per quanto riguarda l’aspetto economico, la gente opera nei campi, coltivando riso, mais e tabacco. Ci sono anche allevamenti di bovini e polli. Inoltre c’è un’azienda agroalimentare con ottimi prodotti, venduti in alcuni mercati di Verona». Quali sono le caratteristiche della comunità cristiana di Bionde e la situazione dell’Unità pastorale e l’organizzazione della catechesi per i bambini, ragazzi, adolescenti e adulti? «La comunità cristiana di Bionde è vivace ed impegnata, anche se di esiguo numero. Da alcuni anni il prete non è più residente in canonica e questo ha richiesto un maggiore coinvolgimento dei laici. In questo “cambiamento d’epoca”, la comunità cristiana è chiamata a collaborare con le parrocchie vicine. Questa novità pastorale richiede molto tempo per essere accolta e vissuta, poiché la gente di Bionde è sempre stata abituata a vivere la propria esperienza cristiana nella parrocchia del paese. Grazie ad alcune attività pastorali, come la consulta ministeriale, l’unità pastorale, il catechismo e i campi scuola, svolte insieme alle parrocchie limitrofe, i cristiani di Bionde si stanno abituando ad una mentalità più aperta e comunitaria». Attività ludiche educative durante l’estate? «Nel periodo estivo la comunità di Bionde organizza varie attività ludiche e pastorali: dal Grest, attività che coinvolge i ragazzi, alla sagra di cinque giorni che interessa tutto il paese; dai pomeriggi domenicali per i ragazzi, gestiti dai giovani ad alcune rassegne musicali e teatrali, il paese è veramente animato». Funzione e meriti della presenza del Noi a Bionde... «In tutta questa laboriosità pastorale e ludica, il gruppo Noi di Bionde (conosciuto nel paese come Ceb, Comunità educativa Bionde) ha una parte considerevole, organizzando alcune attività ed accompagnandone altre, preparate da altri gruppi, come per esempio la sagra, che è gestita dai “Giovani all’arrembaggio“ o diversi corsi di musica e ballo, animati da bravi professionisti. Perciò, a nome anche del mio confratello don Massimiliano, non posso che ringraziare di cuore tutte le persone, che sostengono con il tempo e la loro passione le varie iniziative organizzate di questo paese». •

G.B.M.

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