IL PARROCO. Don Gianluca Bacco ricorda l’impegno dell’associazione e il lavoro che svolge a livello di aggregazione

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La festa di Natale insieme al cardinale Mario Zenari
La festa di Natale insieme al cardinale Mario Zenari

Don Gianluca Bacco è nato nel 1969 a Zevio. È stato ordinato sacerdote nel 2000 e subito inviato, come curato, nella parrocchia cittadina di Santa Maria Regina dove si è fermato per quattro anni; in seguito, sempre come curato, ha prestato la sua attività pastorale a Domegliara. Gli è stata poi affidata, in qualità di parroco, la comunità di Carpi di Villabartolomea per due anni, quindi dall’altra parte della provincia, nell’Unità pastorale delle Vestene, per otto anni. Da tre anni guida la comunità di Rosegaferro e di Quaderni che, a loro volta, sono inserite nell’Unità pastorale di Villafranca. Qual è l’ambiente sociale nel quale si trova ad operare per la comunità cristiana di Rosegaferro? «Bisogna innanzitutto tenere presente che Rosegaferro è una frazione di Villafranca, che è una città vera e propria. Il contesto storico è quello agricolo: la cultura parte da lì. La popolazione si aggira sui 1.500 abitanti con parecchie famiglie che provengono da fuori. E che, comunque, non si sono ancora ben inserite nel contesto sociale. È difficile questo processo, anche perché se la gente si trasferisce mantiene sempre legami che la portano ai luoghi d’origine». Quali sono le attività lavorative prevalenti? «C’è ancora il settore agricolo che tira ma poi ci sono anche attività artigianali. Altri invece devono lasciare il paese per altre attività del terziario. Non vedo grossi problemi di disoccupazione come non vedo difficoltà rilevanti per l’immigrazione. Dall’Africa non sono in molti; di più sono gli emigranti dall’Est Europa». In questo contesto sociale come è presente la comunità cristiana? «È storicamente molto presente e legata alla tradizione religiosa. Certo, se si guarda alla partecipazione alle sacre liturgie, devo ammettere che, tranne che nelle occasioni importanti, la partecipazione non va oltre la media delle altre parrocchie e si aggira intorno al 15-20% della popolazione». Parliamo di catechesi: molte, in questi ultimi tempi, le modalità che si sono sperimentate. Voi come fate il catechismo? «Qui è organizzata con il sistema tradizionale per le varie fasce d’età. Le classi delle elementari si trovano il sabato pomeriggio mentre le medie si incontrano il mercoledì con alcune proposte per i genitori. Per quanto riguarda il progetto catechistico e la formazione delle catechiste dobbiamo tenere presente che agiamo all’interno dell’Unità pastorale e tutto è in discussione: anche se niente di certo è stato ancora definito. «I bambini che partecipano vanno dai 10 ai 20 per annata. Per quanto riguarda la scuola primaria (elementare), ve ne sono alcuni extra parrocchia che frequentano il tempo pieno di Rosegaferro e, perciò, si fermano al catechismo con i loro compagni di scuola. C’è anche un gruppetto di adolescenti; a questo proposito vorrei ricordare che il tentativo dell’Unità pastorale di unire gli adolescenti non è andato a buon fine perché i ragazzi preferiscono mantenere il gruppo in ogni singola parrocchia. C’è tuttavia don Fabio, sacerdote dell’Unità pastorale, che segue i singoli gruppi degli adolescenti, coordinando i rispettivi animatori nella programmazione delle attività e nella formazione». In estate Grest e campi scuola. Siamo alla vigilia del Grest? «Sì. Le iscrizioni, al momento sono una sessantina. Le opzioni orarie che offriamo sono due. La prima va dalle 7.30 alle 13. Poi quelli che vogliono possono andare a casa. Seconda opzione: gli altri possono rimanere per pranzo e per il pomeriggio. Gli animatori sono 25». Don Gianluca, la presenza del Circolo Noi in parrocchia come si caratterizza e cosa dà alla pastorale del tempo libero? «È un fatto positivo. Il Centro parrocchiale, gestito dal Circolo Noi, diventa, innanzitutto, il luogo d’incontro per il paese dal momento che non ci sono molte altre alternative. Perciò luogo importante di aggregazione. Per la parrocchia, poi, l’attività del Circolo diventa anche occasione di mediazione tra la pastorale della comunità cristiana e l’aggregazione durante il tempo libero mediante un’offerta che tiene presente lo stile cristiano di vita. «Perciò», conclude il parroco, «servizio sociale e, contemporaneamente, proposta cristiana del tempo libero, attraverso la quale la parrocchia si fa vicina anche a chi raramente entra in chiesa o frequenta i gruppi parrocchiali, con la convinzione che il messaggio evangelico non passa solo attraverso le funzioni liturgiche e la catechesi. Se il Circolo Noi perdesse questo orizzonte, verrebbe meno nel suo essere». • G.B.M.

G.B.M.

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