LA CHIESA. Don Luca Pedretti è il parroco moderatore, don Massimiliano Lucchi è il coparroco

«Il Circolo e i volontari
sono già il nostro futuro»

Foto di gruppo per i partecipanti alla serata karaokeIl parroco don Luca Pedretti
Cantanti sul palco alla festa dedicata agli anni SessantaI volontari del «Noi» al lavoro in occasione della festa
Foto di gruppo per i partecipanti alla serata karaokeIl parroco don Luca Pedretti Cantanti sul palco alla festa dedicata agli anni SessantaI volontari del «Noi» al lavoro in occasione della festa

Don Luca Pedretti nasce a Verona nel 1965 e viene ordinato sacerdote nel 1993. Inizia il suo ministero sacerdotale a Cerea dove rimane per cinque anni. Si trasferisce in Francia e Inghilterra per studiare lingue e trascorre tre anni in Turchia; rientrato per alcuni mesi a San Giovanni Lupatoto, riparte per la Guinea Bissau, dove si ferma in missione per otto anni. Nel 2012 ha un infarto e rientra in Italia. Dal 2013 guida le parrocchie di Salizzole, Bionde e Engazzà insieme a don Massimiliano Lucchi. «In questi tre paesi vive gente laboriosa, buona e semplice. A Bionde e Engazzà c’è il problema della denatalità, mentre Salizzole è in controtendenza con l’arrivo di molte famiglie giovani. Qui i terreni costano meno e poi c’è un asilo parrocchiale molto richiesto. Noto anche una solidarietà che chiamo familiare. Anche i nonni sono fondamentali. Il bello di questi paesi è l’identità. Qui non sei un numero anche se i tre paesi sono diversi. Il comune ha 4.000 abitanti, comprendendo oltre a Bionde e Engazzà, anche Valmorsè». Dal punto di vista pastorale quale giudizio può dare di queste realtà? «C’è una religiosità collegata ad una tradizione, che si mantiene nel tempo. La partecipazione alla vita religiosa è buona e, anche se io non mi interesso molto alle percentuali che lascio a Dio, siamo sul 35-40% di presenze alle funzioni domenicali. La parrocchia è ancora importante per la gente. Adesso è in atto un nuovo passaggio, verso l’Unità pastorale. Ciò è dovuto a due motivi: il primo è il calo dei preti e il secondo è il calo dei cristiani. Quando parlava il parroco, una volta, tutti si adeguavano. Adesso la voce del parroco è una tra le tante». Come è organizzata la catechesi? «Questo settore della catechesi è affidato a don Massimiliano. Abbiamo valutato che il metodo antico, quello settimanale, non funziona più, perciò organizziamo ogni quindici giorni degli eventi. E c’è anche un cammino con i genitori e una serie di iniziative dedicate ai ragazzi... A proposito: quando sono rientrato dalla Guinea Bissau ho notato che nella nostra società ci sono molti anziani e pochi giovani rispetto all’Africa. Giustamente il papa, di fronte a questo fenomeno, ha detto che l’Europa è la nonna di tutto il mondo». Che cosa pensa, don Luca, della presenza di un Circolo Noi nella parrocchia? «È importante perché aiuta ed è il referente delle varie attività ricreative. Però l’aspetto fondamentale è lo spirito con cui lavorano i volontari. Noi preti, andando avanti, non riusciremo più a fare tutto: toccherà pertanto ai laici, che in certi settori sono più svegli di noi, curare l’organizzazione burocratica delle parrocchie. Già ci sono i Consigli pastorali ed economici ma anche nella catechesi bisognerà coinvolgere i laici, dopo una preparazione teologica». A don Massimiliano Lucchi abbiamo chiesto come è gestita la catechesi e quali attività associativo-educative e formative vengono messe in atto d’estate, dal Grest al musical. «Quest’anno abbiamo rivoluzionato il modo di fare catechesi con i ragazzi delle elementari e medie a causa della poca disponibilità di volontari. Abbiamo creato un calendario di incontri quindicinali con tutte le elementari riunite (il sabato mattina) e le medie (il mercoledì pomeriggio). Il programma è simile: preghiera insieme in teatro, provocazione sul tema da parte del don con gioco o attività insieme, divisione in classi in cui si crea la drammatizzazione e la comprensione di un brano del vangelo, ritrovo e presentazione dei lavori, gioco conclusivo, preghiera e consegna del segno/simbolo. I numeri: 80 per le medie, 140 per le elementari, con una quindicina di catechiste e di aiuti». E per gli adolescenti? «L’incontro tradizionale è al giovedì sera, in cui vengono trattati temi decisi con gli animatori, con attività e testimonianze. Anche per loro si usa la drammatizzazione dei vangeli, e di seguito la condivisione. Inoltre è proposta l’attività del musical. Gli incontri sono settimanali. Abbiamo poi un nuovo gruppo Giovani famiglie, a sostegno della coppia e dei valori cristiani. Viene proposto una volta al mese la domenica a pranzo». Il Grest dura cinque settimane «ed è articolato su una settimana ad Engazzà e quattro parallele a Bionde e a Salizzole. Le gite sono comuni, le serate finali distinte. Le attività sono più o meno le tradizionali. Di particolare abbiamo la giornata dei giochi gonfiabili e con l’acqua. L’anno scorso avevamo lo scivolo più grande d’Italia, e lo riproporremo l’anno prossimo. Parliamo di 250 ragazzi e 60 animatori». Quanto ai campi scuola, spiega don Lucchi, «diventeranno quattro perchè fatti nell’Unità pastorale. In totale la scorsa estate hanno partecipato 170 ragazzi, 25 animatori, 20 cuochi e personale di servizio». Infine il musical: «È nato per caso come evento a conclusione degli esercizi spirituali del 2014», sottolinea don Massimiliano. «All’attivo abbiamo cinque spettacoli, uno nuovo all’anno. Abbiamo in lavorazione il nuovo, che si intitolerà Genesipop, sul primo libro della Bibbia. Il gruppo si è dato un nome, la Compagnia della Passione, ed è formato da circa 50 persone. Lo spettacolo è creato con musiche, scenografie video, coreografie, comparse. Ogni anno realizziamo 5 date, con una media di 2.500 biglietti staccati». •

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