IL PARROCO. Don Domenico Consolini sottolinea il ruolo dei volontari che lavorano con le famiglie e creano occasioni

«Il Circolo
è la nostra
frontiera»

Originario di Pastrengo, dov’è nato nel 1964, don Domenico Consolini è stato ordinato sacerdote nel 1989. Laureato in latino e greco, ha insegnato nel liceo del seminario. Dopo l’abilitazione è entrato di ruolo nelle scuole superiori. Ha insegnato un anno agli Angeli ma, in seguito, si è licenziato per rimanere parroco. Però dal 2009, è direttore dell’Ufficio Scuola diocesano. Dall’anno scorso è preside della scuola del seminario. Continua a seguire le scuole cattoliche, e in più coordina, a nome della Conferenza episcopale Triveneta, gli Uffici diocesani scuola e la pastorale del Triveneto. Guida la parrocchia di Corno-San Vito dal 2000. «Siamo l’unica frazione di Bussolengo», spiega, «siamo piccoli. La parrocchia conta circa 1.900 abitanti, di cui 1.500 nel Comune di Bussolengo, 400 nel Comune di Verona. Già si capisce dal nome che la parrocchia è nata dall’unione di due contrade. È stata fondata nel 1959. Il primo parroco è stato don Giovanni Battista Benedetti, matematico famoso, che ha pervicacemente chiesto al vescovo, in questa zona marginale, l’erezione di una parrocchia. Inizialmente gli abitanti erano 500 ma lui, grazie al lascito di una vasta area da parte dei fratelli Luigi e Amalia Zaninelli, riuscì a costruire la chiesa e le altre strutture parrocchiali. I due fratelli benefattori hanno lasciato, inoltre, anche il terreno per le scuole elementari, il parcheggio e la scuola dell’infanzia. Quindi, se il paese si è sviluppato, è anche grazie a loro». Quali sono stati gli ulteriori sviluppi? «Il successore di don Benedetti, don Lorenzo Accordini, attuale parroco di Balconi, che ha retto la parrocchia per nove anni, ha completato la struttura del Circolo, ha fondato l’Anspi e ha dato grande vitalità alla parrocchia che, nel frattempo, andava ingrandendosi e si arricchiva di famiglie con bambini. Con la costruzione delle ultime due zone residenziali si sono aggiunte altre 500 persone. La parrocchia, perciò, ha sempre avuto una grande attenzione alla realtà giovanile. Don Lorenzo, oltre a far partire il Circolo Noi, è stato l’iniziatore del Grest, molto sentito dalle famiglie e dalla realtà parrocchiale». Mentre le parrocchie rimangono i parroci cambiano... «Esatto: dal 1997 ha retto la parrocchia don Enzo Nicolis fino al 2000. Poi sono arrivato io. La parrocchia è piccola ma il passato segnato dal grande impegno dei parroci e dalla responsabilità delle famiglie ne ha fatto una parrocchia molto viva. Purtroppo, per quanto riguarda la pratica religiosa, dobbiamo ammettere che siamo nella media: il 20% degli abitanti. Negli ultimi anni abbiamo notato una fatica soprattutto nelle coppie giovani, quelle che hanno i bambini. Quando sono coinvolti direttamente nella messa, che celebriamo una volta al mese con il catechismo, vengono tutti, ma nelle domeniche normali...». Come avete organizzato la catechesi? «Abbiamo ancora quella settimanale, il sabato dalle 9 alle 10. I bambini della prima elementare vengono ogni 15 giorni; poi, dalla seconda elementare alle seconda media, tutte le settimane. Al catechismo partecipano 120 ragazzi: gli adolescenti sono una cinquantina. Abbiamo un bel gruppo di catechiste ma io desidererei coinvolgere anche le mamme. «Una volta al mese, più o meno, quindi 5-6 volte all’anno, invece di fare il catechismo il sabato lo facciamo la domenica; quindi vengono i bambini e i ragazzi alle 9.30 e alle 10.30 facciamo la messa insieme. E poi, se vogliono, si possono fermare a mangiare o a fare un pic nic nel parco o nel circolo. Nel pomeriggio, in inverno, proiettiamo film o organizziamo giochi. Certe parrocchie hanno fatto la scelta del catechismo familiare ma da noi è bello che i bambini vengano, che si vedano, che si trovino, che le famiglie e i genitori siano nei nostri ambienti. Per quanto riguarda il Grest e i campi estivi, tengo a dire che quest’anno abbiamo avuto 162 bambini, una cinquantina di animatori, e ad un certo punto ho dovuto bloccare le iscrizioni, altrimenti saremmo arrivati a 180». Un giudizio sul Circolo Noi... «Certamente positivo: coinvolge tantissime persone e aiuta la parrocchia a tenere un volto giovane con tante attività rivolte ai ragazzi e alle famiglie. Ed è anche la frontiera della parrocchia. Abbiamo anche persone o bambini che non vengono al catechismo perché i genitori hanno fatto un’altra scelta. Sono pochi però, ci sono e vengono al Circolo, vengono al film, oppure ai giochi o al Grest o anche al campo estivo. Abbiamo avuto anche casi di bambini non battezzati che, frequentando il Grest e altre attività, poi hanno chiesto il battesimo e si sono inseriti nel percorso del catechismo. «La terza cosa positiva del Circolo è il coinvolgimento dei laici: è una realtà che portano avanti loro. Come parroco, con gli impegni che ho, non posso essere sempre presente. Quindi gli animatori, gli adolescenti, i responsabili della cucina, delle feste, delle attività culturali e dello sport gestiscono in autonomia le attività. Ogni mese facciamo una riunione di coordinamento, però poi le cose devono andare avanti. Quindi è una forma di responsabilizzazione dei laici». • G.B.M.

G.B.M.

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