«Famiglie, abbiamo bisogno di voi»

Il gruppo che è salito in pellegrinaggio al santuario della Madonna della Corona
Il gruppo che è salito in pellegrinaggio al santuario della Madonna della Corona

Il Circolo Noi, a San Floriano, è stato fondato nel 2017, per volontà del parroco don Amos, che già aveva guidato il Circolo Noi di Quinzano, per dare una forma giuridica all’aggregazione parrocchiale che lavora nelle strutture parrocchiali, completamente ristrutturate con la pieve e il campanile dopo il terremoto. «In precedenza», racconta Flavio Rizzi, presidente del Circolo, «colui che aveva dato inizio a un “Gruppo eventi” per vivacizzare la comunità era stato don Carlo Vinco, parroco per tre anni e mezzo. Fu lui a volere la festa del paese e a dar vita a quello che oggi è l’appuntamento più atteso e sentito, la “Festa sotto el campanil”, che propone arte, cultura, musica, sport, attività giovanili e, soprattutto, un modo di riunire la comunità che è arrivato alla decima edizione». Da dove è nata la sua passione per il Noi? «Ciò che mi spinge e mi ha fatto arrivare fino a qui oggi è una passione innata al fare, organizzare, stare con la gente e avere sempre nuove persone da conoscere. Fu proprio don Carlo Vinco ad avvicinarmi alla parrocchia. Sapeva della mia passione e mi chiese di dare una mano al neonato gruppo adolescenti. Erano più di 10 anni che gestivo con soddisfazione una comunità di ragazzi con i videogiochi online, il "Cana clan". E don Carlo, con una provocazione, mi chiese di portare la mia esperienza al servizio della comunità». Aggiunge il presidente: «Sono di San Floriano, nato e cresciuto, sposato da 15 anni, con due figli di 10 e 13 anni. Il Noi vuole essere un mezzo per coltivare la mia passione, un’opportunità da sfruttare per crescere assieme alla mia famiglia e alla comunità. Molto del mio tempo libero lo dedico al Circolo, a cercare di portare iniziative, alcune ispirate proprio al modello Cana clan. È quello che un Circolo Noi dovrebbe fare per essere d’aiuto alle famiglie». E sottolinea: «Se uniamo le forze possiamo dare ai ragazzi uno spazio dove crescere e stare assieme. Ma il Noi non sono 10 persone iscritte su un registro, devono essere le famiglie ad alimentarlo». L’origine del Circolo? «Dopo don Valerio, in parrocchia è arrivato don Amos. È stato lui a fondare il Noi al quale, in questo ultimo periodo, abbiamo dato una nuova formula giuridica che ci impegna in una serie di procedure burocratiche e fiscali conseguenti all’entrata in vigore della norma sul Terzo Settore». Avete il bar? «No, non serve e non lo abbiamo voluto. L’ambiente a disposizione è unico, il salone è un gioiello, ci puoi fare di tutto. Abbiamo giochi di tutti i tipi, per grandi e piccini. Lo usiamo per mostre, concerti, corsi, attività per adolescenti, compleanni, presentazioni, riunioni e, se ci aggiungiamo le sale di sopra, con la biblioteca, è un posto fantastico, a completa disposizione di tutti». Facciamo un quadro delle iniziative... «Elaboriamo un programma in linea di massima», spiega Rizzi; «ma se qualcuno porta idee nuove lungo il tragitto, e si possono fare, ben vengano. Annualmente abbiamo le attività fisse: tante già sperimentate dal “Gruppo eventi” che esisteva prima della nascita del Noi. Oltre alla “Festa sotto el campanil” abbiamo portato avanti attività come la “Camminata del 25 aprile”, che è diventata un appuntamento fisso e continuiamo ad avere ottimi riscontri. Poi è arrivata la biciclettata, gratuita e indirizzata alle famiglie. «Un altro evento molto importante», riprende il presidente, «è la tombola per anziani che teniamo nella nostra sede ogni 15 giorni. Per gli anziani c’è anche la ginnastica dolce. Per le ragazze e le giovani signore c’è il pilates. I partecipanti a questi corsi sono tutti nostri associati, naturalmente. Abbiamo organizzato anche corsi di musica e di chitarra, incontri con psicologi, corsi di Arduino, di primo soccorso, serate dedicate a musica, teatro e giochi in scatola. E ancora, presentazioni di libri, serate sulla storia del rock e gite, di tutti i tipi e per tutte le età». «Ma sono i giovani», sostiene Flavio, «che noi vogliamo. Abbiamo un gruppo adolescenti che da due anni si è consolidato. Abbiamo da poco altri ragazzi che si occupano dei pre-adolescenti, ossia di quella fascia di età che, dopo la Cresima, sparisce». C’è anche il presepio in cassetta... «Sì, all’avvicinarsi del Natale distribuiamo nelle varie case delle cassette della frutta e invitiamo i ragazzi a realizzarvi dentro il presepio con materiali poveri, di recupero. L’iniziativa non vuole stimolare la competitività: i presepi rimangono esposti un mese e, garantito, sono tutti belli. Anche questa iniziativa vorrebbe dare la possibilità alle famiglie di trascorrere qualche ora con i figli e creare qualcosa assieme». Un’altra importante iniziativa, portata da don Amos, è il pellegrinaggio al santuario della Madonna della Corona: «Sono 29 chilometri e tutti possono parteciparvi. È una prova fisica e sportiva non da poco ma, soprattutto, è un’esperienza mistico-religiosa da sperimentare per fare gruppo durante la fatica». Rizzi conclude con un appello alle famiglie: «Il Circolo Noi è stato creato per voi, per i vostri figli e le vostre famiglie, per dare a San Floriano qualcosa di bello, utile e sano. Abbiamo bisogno di voi per andare avanti al meglio, non possiamo più aspettare che sia un parroco a dirci cosa fare, non possiamo più dargli colpe se le cose non vanno bene. Troppo comodo. Tocca a Noi darci da fare».

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