LA STORIA. Con i suoi cinquecento iscritti il «Noi» di Azzano è sempre in prima fila nell’animazione per i bambini e per gli adulti: la forza dello spirito e quella del gruppo

«Casa Mia», amicizia senza confini

La gita nella Foresta Nera in Germania, un altro bel momento dell’attività del Circolo Noi di Azzano
La gita nella Foresta Nera in Germania, un altro bel momento dell’attività del Circolo Noi di Azzano

Giacomo Venturini, 67 anni, è il presidente del Circolo Noi «Casa Mia». Direttore tecnico dell’impresa edile famigliare, da qualche giorno è pensionato. «L’attuale Circolo Noi è la prosecuzione del precedente Anspi», spiega, «nato nel 1998 quando il parroco era don Flavio Bertoldi. Inizialmente c’era l’attuale bar e la piastra polivalente accanto alle scuole. In pratica esistono due sedi operative; in inverno funziona il bar, d’estate l’attività continua all’esterno dove c’è una casetta con bar e le altre attrezzature. In seguito gli spazi si sono ampliati con l’annessione del campetto dove vi si svolgono alcune attività sportive e di un parco giochi per i piccoli». Quanti abitanti ha Azzano e quanti sono i vostri associati? «La parrocchia ha 4mila abitanti e al nostro Circolo, in questi ultimi anni, aderiscono circa 500 associati, dei quali il 45% è costituito da ragazzi con meno di 18 anni e i restanti sono adulti, genitori e anziani. Il direttivo del Circolo, composto da nove membri, ha adeguato lo Statuto alle nuove norme del Terzo Settore e, perciò, siamo perfettamente in regola». Quante volte in un anno si riunisce il direttivo? «Cinque o sei volte all’anno ma, in caso di bisogno, basta un colpo di telefono e si affrontano i problemi. Prima dell’inizio dell’anno sociale, però, ci incontriamo per elaborare un programma che, solitamente, ripropone iniziative ben riuscite nel passato e anche qualcosa di nuovo». Quali sono? «Partiamo da gennaio», illustra il presidente. «In occasione dell’Epifania organizziamo il falò nel campetto. Prima proponiamo alcune attività teatrali per i ragazzi nel salone; si continua con un intrattenimento con distribuzione di cioccolata calda, vin brulé, biscotti e bibite per i ragazzi. Chi si vuol fermare, però, può approfittare anche di una cena preparata dai volontari cuochi nel salone parrocchiale, ben attrezzato con cucina. «In occasione del Carnevale», continua, «partecipiamo alla manifestazione organizzata dal Comune e ogni anno, alternandosi, i due Circoli di Azzano e Beccacivetta sono punto di partenza o di arrivo della sfilata dei carri e delle maschere. Al termine il Circolo offre un momento di ristoro con gnocchi per 600-700 persone. A proposito degli altri Circoli Noi ricordo che, con Beccacivetta, Rizza e Forette abbiamo anche altre collaborazioni come la biciclettata in primavera. Per febbraio, partendo dalla Conca dei Parpari, sulle nevi della Lessinia, abbiamo organizzato la Ciaspolada con un gruppo di ottanta persone». Ma il programma è ricco: «Dopo la funzione religiosa delle Ceneri in chiesa, nel Circolo proponiamo la “Cena povera” anche se, in realtà, non lo è: bigoli con la sardella, il baccalà, polenta e renga. Chi partecipa paga e il ricavato viene devoluto al “Monte della carità quaresimale” della parrocchia. Organizziamo, spesso, gite in bicicletta di uno o due giorni: siamo andati sul Delta del Po, in Alto Adige, nel Mantovano, sui laghi lombardi, a Cortina ecc. Durante le gite di due giorni ci serviamo, naturalmente, del pullman, facciamo la nostra pedalata verso una meta dove si cena e si dorme e, il giorno successivo ancora si pedala per raggiungere un'altra meta, dove ci attende il pullman. Altre esperienze, a piedi, le abbiamo fatte alle Cinque Terre e nelle Foreste casentinesi in Toscana. A queste iniziative partecipa sempre un gruppo numeroso, non mai meno di cinquanta persone. Ricordo anche che abbiamo organizzato persino viaggi di otto giorni, in Italia e all’estero». L’aspetto conviviale ha un ruolo non indifferente nelle vostre iniziative... «Alcuni ci imputano che pensiamo solo a mangiare. Non è vero, perché lo stare a tavola insieme serve, sì, per nutrire il corpo ma serve anche per nutrire lo spirito, stimolare la compagnia, rinsaldare le amicizie, pensare a nuove iniziative. Le nostre gite non hanno mai la finalità della “mangiata”; abbiniamo sempre un momento culturale come la visita ad un santuario, ad un museo, al duomo delle città». E in estate cosa proponete? «In maggio ci spostiamo all’esterno. E mentre nella sede invernale il Circolo è vuoto perché la sera non esce nessuno, d’estate invece l’ambiente è frequentato da ragazzi che vengono a giocare, da adulti che escono a prendere il fresco e a chiacchierare. E appena prima della Sagra, che si tiene la seconda domenica di luglio, organizziamo il torneo di calcio a cinque. In agosto abbiamo un altro punto forte del nostro programma: ogni sabato organizziamo una cena a menu quasi fisso; la frequenza è molto alta (200-300 presenze) perché vien gente da tutte le parti che, oltre a cenare, partecipa alle lotterie e alle tombolate. Le serate si concludono con il dolce offerto dal Circolo. «Poi si passa, in novembre, alla castagnata di San Martino con vino novello», ricorda Venturini. «In dicembre, invece, in occasione dell’Immacolata organizziamo una cena che definiamo “Noi con Voi” con il piatto tipico dell’inverno del bollito con la peerà e, alla vigilia, dopo la messa della sera, offriamo a tutti vin brulé e pandoro». •

Gian Battista Muzzi

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