I PARROCI. Don Marco Isolan e il collaboratore don Gino Meggiorini evidenziano il ruolo svolto dai volontari del Circolo

«È un ponte
con la comunità»

Don Marco Isolan
Don Marco Isolan

La parrocchia di Sant’Antonio da Padova è guidata da don Marco Isolan, nato a Verona nel 1979, ordinato sacerdote nel 2004 e giunto a Casette per sostituire don Grisi nel 2015, dopo un’esperienza come vicerettore della Comunità delle medie del Seminario vescovile minore. Lo affianca, come collaboratore, don Gino Meggiorini, originario di Isola della Scala, dove è nato nel 1940. Ordinato sacerdote nel 1964, dopo varie esperienze pastorali, dal 2008 ha accompagnato come parroco la comunità di San Pietro di Legnago. La comunità vede una situazione sociale molto variegata, complice lo sviluppo territoriale importante, che ha portato Casette ad espandersi rapidamente. Lo spirito francescano con cui è cresciuta ha reso naturale l’accoglienza di esperienze di inclusione sociale, e non è un caso che molte associazioni trovino sede e operino in questo quartiere. A questo si unisce anche una posizione geografica favorevole e i numerosi servizi e offerte scolastiche. In un contesto economico spesso non favorevole, Casette ha mantenuto moltissime attività, che operano con entusiasmo anche per il paese; ne è conferma l’associazione «Casette Sette Giorni su Sette» che si è ben integrata collaborando con la Parrocchia. Quale valutazione potete fare della comunità cristiana? «Al nostro arrivo abbiamo trovato molti gruppi che hanno iniziato un dialogo con noi sacerdoti, grazie ad un Consiglio pastorale attivo e ad esperienze di collaborazione durature nel tempo. E’ stato bello raccogliere questa vivacità e camminare insieme per delineare un percorso unitario, anche a costo di mettere in discussione schemi consolidati, scoprendo poi che le novità fanno bene ad una Chiesa che non si ferma alla esteriorità degli spazi, ma cerca relazioni autentiche. E’ possibile partecipare ogni giorno a due messe feriali e a cinque messe festive che accolgono circa 1000 fedeli». «Partendo dalla solidità dei gruppi parrocchiali», spiegano i due sacerdoti, «si è pensato di trovare stimoli nuovi, come gli spazi per le famiglie (una settimana per la famiglia, le catechesi in famiglia e i tempi forti) e in questo nuovo anno Pastorale lo spazio per la preghiera e l’adorazione a cui vengono dedicati tutti i venerdì sera. La religiosità della comunità si lega ad una tradizione mariana con la chiesetta della Madonna di Fatima, verso cui vi è una sentita devozione, un legame forte, che poi si sviluppa in sensibilità che diventano ricchezza in catechesi, liturgia, carità, evangelizzazione». Come è organizzata la catechesi? «C’è la catechesi tradizionale, che prosegue con il gruppo adolescenti e i gruppi giovani. A questa si aggiungono proposte dell’Azione Cattolica e con i genitori per accompagnare i figli nell’educazione alla fede. Si sono poi destinati spazi per esperienze di fraternità residenziale per adolescenti. È da considerare come peculiare della parrocchia il sacramento della Cresima in prima superiore, cioè non al termine di un ciclo educativo, ma all’inizio di quello superiore». E l’Unità pastorale? «Il cammino è caratterizzato da incontri dei ministri straordinari dell’Eucarestia, dei lettori e dei genitori degli adolescenti. Sono esperienze che confermano la serena accoglienza di questa esperienza». Cosa significa la presenza del Circolo Noi in parrocchia? «È un ponte tra la parrocchia e la vita sociale della comunità. Troviamo volontari che hanno a cuore la visione cristiana dell’uomo nei suoi valori ispirati al Vangelo e pongono il valore dell’oratorio come luogo di aggregazione in particolare per le giovani generazioni. Il ponte è l’immagine significativa: da una parte essa attinge nello spirito di evangelizzazione della parrocchia; dall’altra, attraverso iniziative, eventi e tutto ciò che concerne il tempo libero, offre alla società il suo servizio, teso a farla crescere in umanità riscoprendo la grande risorsa del Vangelo. In questi anni si stanno coltivando due attenzioni particolari: il “fare rete” con le associazioni e Circolo vicini e l’occuparsi delle giovani famiglie con bambini, con pomeriggi dedicati a laboratori e giochi, e degli adolescenti e giovani, attraverso le molteplici attività estive. Come sacerdoti siamo molto contenti della vivacità e della disponibilità dell’associazione e siamo entusiasti di dedicarci alla formazione». • G.B.M.

G.B.M.