Premio Neri Pozza all'Olimpico

Un tributo alla passione per le parole

Da sinistra Laura Dalla Vecchia, Pierpaolo Vettori, Matteo Montan (Colorfoto)
Da sinistra Laura Dalla Vecchia, Pierpaolo Vettori, Matteo Montan (Colorfoto)
Da sinistra Laura Dalla Vecchia, Pierpaolo Vettori, Matteo Montan (Colorfoto)
Da sinistra Laura Dalla Vecchia, Pierpaolo Vettori, Matteo Montan (Colorfoto)

Otto votazioni per otto giurati: svetta con 78 punti (i secondi a distanza sono i due Luca, Illetterati e Saltini) Pierpapolo Vettori, torinese, che vince la V edizione del Premio letterario nazionale per inediti Neri Pozza. Il romanzo ha lo stile della differenza. La stessa che esigeva dai suoi scrittori l'editore Neri Pozza (1912-1988), uno che non si accontentava mai.

Lo dice la lettera di Neri a Goffredo Parise, il 4 aprile 1956, in cui rimprovera il talento vicentino per un racconto non all'altezza dei precedenti: «Non ti dolere di questo parere negativo, io sono un vecchio provinciale con idee estremamente chiare anche se sbagliate (per te). Saranno idee d'arte e di poesia, che fanno pochi soldi, ma sono le sole capaci di sedurmi e interessarmi. Il resto, per me, è buio e vanità». Lo declama l'attore Silvio Orlando sul palco del teatro Olimpico, ad imprimere il passo del premio, secondo quelle idee d'arte e poesia che piacciono a Giuseppe Russo, direttore editoriale della Neri Pozza. Tocca a lui la lettura della classifica finale dei cinque autori selezionati tra i 1321 manoscritti arrivati. 121 di questi sono stati affidati al Circolo dei lettori di Milano guidato da Laura Lepri che con le scuole di scrittura si è occupato degli under 35: è lei che premia di questa sezione Stefano Amato, docente di storia dell'arte, calabrese, autore di un affondo nella cultura arbëreshë, i secolari immigrati albanesi in Italia, attraverso la storia di una donna in "L'ultima candela di Krujë".

Il premio, condotto quest'anno da Chiara Piotto, si sa già che farà il tifo per la candidatura di Vicenza a capitale italiana della cultura nel 2024: lo chiede il sindaco Rucco, gli rispondono sì Russo, la presidente di Confindustria e anche della Neri Pozza Laura Dalla Vecchia. Anzi, Russo si spinge più in là: in una città così bella, manca un festival letterario. Pensiamoci.

Cosa lega quell'intraprendenza editoriale del dopoguerra in una città di provincia, cosa accomuna oggi il mondo dell'impresa alla ricerca letteraria della qualità perseguita dalla Neri Pozza? «Ci somiglia quello spirito di ricerca e di innovazione che oggi vogliamo e perseguiamo con le imprese - spiega la presidente Dalla Vecchia - E' un'attitudine, uno spirito di crescita che pervase l'editoria di Neri Pozza e oggi ci vede protagonisti della crescita. Quanto sono importanti questi eventi di cultura per un tessuto economico come il nostro, lo dicono i successi che abbiamo ottenuto: come aziende e come casa editrice».

Ed è dentro il Gruppo Athesis che l'acquisì nel 1991 con un rilancio potente dal Duemila, che l'editrice è cresciuta: «Non c'è che dire, una parte della storia della cultura italiana passa di qui» conferma Matteo Montan, ad di Athesis.

Grande soddisfazione per aver affiancato Confindustria nella sponsorizzazione, la conferma Mauro Paiola di BPER banca, perchè il premio è di quelli pesanti: 25 mila euro al vincitore, oltre alla pubblicazione del libro. Le interviste corrono veloci ai cinque finalisti: "Dove il mare diventa cielo" di Enrica Aragona raduna e tesse spezzoni di ricordi della mamma dell'autrice, «mi disse che la cosa della sua infanzia che la segnò di più fu la fame, sono partita da lì»; il docente universitario Luca Illetterati, vicentino con cattedra a Padova, parla di un ritorno alla città natale abbandonata, «e ne esce folgorato dalla bellezza, incistata di ricordi, in una contraddizione continua tra luoghi della memoria e condizione esistenziale». Pensava ad un monologo teatrale, ne è nato un libro ad alta voce.

Ed ecco Luca Saltini che con "Fino al confine" affronta il tema dell'identità, a partire dai racconti dei frequentatori della biblioteca svizzera dove lavora, dopo anni da ricercatore universitario. «La mia scrittura? Parla di discrezione». Ed ecco Vettori, il suo è un filo rosso che lega i protagonisti dei libri dello scrittore scomparso Daniele Del Giudice: scelta singolare, eppure vincente. Differenti i toni e i contenuti da chi lo ha ispirato ma il suo "Un uomo sottile" ha lo spessore decisivo.

Dallo schermo interviene Emanuele Trevi, fresco vincitore dello Strega 2021: «Sono contenuto di aver vinto con questa casa editrice, io cambio editore ad ogni libro, ma questa squadra meritava: è un rapporto nato da tempo con collaborazioni e consulenze, ed è cabalistico che si festeggino i 75 anni della Neri Pozza nel 75° dello Strega». Cosa dire ai nuovi scrittori? «Di non chiudersi nelle torri a scrivere e di non drammatizzare mai la scrittura. Attorno c'è la vita». Poi, la bella anteprima dello spettacolo di Silvio Orlando - che ha letto anche alcune pagine dei cinque finalisti - tratto dal romanzo di Romain Gary, "La vita davanti a sè": il suo Momò è commovente, come evocativa è la musica mediterranea dei Terra Madre. Un'altra bella pagina davanti alle porte di Tebe.

Nicoletta Martelletto

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