I PROTAGONISTI

«Vincere le nuove sfide e studiare tutti insieme i progetti per il futuro»

Il presidente Matteo Gasparato spinge le imprese veronesi «Oltre il limite» «Infrastrutture e logistica, siamo all'avanguardia, riconosciuti a livello europeo»
Un capolavoro di Verdi  L’edizione 2022 de «La Traviata», l’opera è stata molto apprezzata dal pubblicoImpresa e cultura Le immagini di Traviata sulla giacca di Matteo Gasparato
Un capolavoro di Verdi L’edizione 2022 de «La Traviata», l’opera è stata molto apprezzata dal pubblicoImpresa e cultura Le immagini di Traviata sulla giacca di Matteo Gasparato
Un capolavoro di Verdi  L’edizione 2022 de «La Traviata», l’opera è stata molto apprezzata dal pubblicoImpresa e cultura Le immagini di Traviata sulla giacca di Matteo Gasparato
Un capolavoro di Verdi L’edizione 2022 de «La Traviata», l’opera è stata molto apprezzata dal pubblicoImpresa e cultura Le immagini di Traviata sulla giacca di Matteo Gasparato

Ha partecipato alla prima del Festival lirico di quest'anno: sul palco era stata allestita la Carmen di Zeffirelli, «uno magnifico spettacolo, un tripudio di colori con una scenografia bellissima, una sorta di rinascita dopo il duro periodo della pandemia». Duro per la Fondazione Arena ma anche per il Consorzio Zai, ammette il presidente Matteo Gasparato che dopo aver trascinato l'interporto fuori dalle insidie dell'emergenza sanitaria guarda ora alle tante sfide da affrontare e vincere.

Sono stati dodici mesi complessi, questi ultimi, tra emergenza sanitaria che ancora fa sentire i suoi effetti, guerra in Ucraina e crisi di Governo. Come sono andati per il Consorzio Zai?
Appena usciti dall'emergenza sanitaria siamo stati catapultati in un'altra crisi, in un conflitto di dimensioni europee che ha avuto e sta avendo ancora oggi risvolti mondiali. Tuttavia gli ultimi dati ufficiali del Quadrante Europa che abbiamo in mano, quelli del 2021, sono senz'altro positivi: evidenziano un deciso recupero di traffico rispetto all’anno della pandemia. In termini assoluti, abbiamo registrato 15.743 treni transitati attraverso i terminali ferroviari, con un incremento del 9 per cento rispetto all’anno precedente, pari quindi a 1.300 convogli trattati in più. La guerra in Ucraina non ha fortunatamente avuto impatti sulla nostra operatività: anche nell’ultimo anno l’interporto di Verona si è confermato un nodo logistico che agisce lungo la rete “nord europea”, che serve con i suoi traffici ferroviari tutti i più importanti porti dell’Europa Settentrionale, i porti interni, e la grande totalità delle aree produttive tedesche. Sicuramente quindi è stato il Covid, più che la guerra, a impattare sulla nostra attività.

La pandemia ha imposto limiti importanti, anche nel vostro settore. «Oltre il limite» è anche il tema di questa seconda edizione del progetto 67 Colonne: che significato ha per lei, presidente, questa espressione?
Due anni fa si è posta, inaspettata e imprevedibile, la sfida del Covid: l'abbiamo superata, garantendo ai cittadini e alle aziende l'approvvigionamento di tutti i prodotti necessari senza mai fermarci un giorno, nonostante le restrizioni, le chiusure, anche le infezioni e tutelando h24 la salute di tutti i nostri collaboratori. Ma da quando sono alla guida del Consorzio Zai ci sono anche altri obiettivi che abbiamo raggiunto e che mi piace ricordare: siamo ad esempio arrivati ai vertici della classifica europea degli interporti nel 2010, nel 2015 e nel 2020, l'anno della pandemia durante il quale abbiamo conquistato il secondo posto. Poi siamo riconosciuti a livello europeo player fondamentale nel settore dei trasporti e questo ci ha garantito risorse da spendere per migliorare le infrastrutture e svilupparci dal punto di vista della sostenibilità, condividendo obiettivi con gli operatori dell'interoporto, con Reti Ferroviarie, con gli spedizionieri e tutti gli operatori della logistica che operano al Quadrante Europa.

E oggi quali sono le sfide?
Per me la più importante, alla quale lavoro dal 2015, è il nuovo terminale intermodale che sarà realizzato con Rfi: il primo protocollo d'intesa era stato firmato nel 2015 e vorrei fosse inaugurato entro il 2025, pronto per quando sarà aperto il tunnel del Brennero. Vorrei poi partire con lo sviluppo della Marangona: abbiamo steso primo preliminare con gli operatori, ora stiamo attendendo il via libera della Regione per iniziare questo grande progetto. Verona ne sente parlare dagli anni Settanta e realizzarlo sarebbe un risultato importantissimo. Infine, terza sfida, è far conoscere l'interporto a molti cittadini che non sono consapevoli della fortuna di avere questa infrastruttura sul territorio. Vorrei avvicinarli, mostrare loro come è fatta e come funziona, partendo magari dalle scuole.

Per vincerle, queste sfide, che strumenti servono?
In questi anni ho capito che sono soprattutto due gli strumenti fondamentali. La prima: le competenze del management e degli operatori. Su questo aspetto abbiamo investito molto con l'università di Verona attraverso la creazione del Logimaster e, dal 2010, lavoriamo anche con la Fondazione Last Its, la più importante del settore in Italia tanto da essersi sviluppata anche al di fuori dei confini provinciali con l'obiettivo aiutando i giovani a diventare operatori esperti della logistica, con tutte quelle conoscenze che sono richieste dalle aziende. Abbiamo creato poi Zailog, una società attraverso la quale cerchiamo e portiamo a casa finanziamenti europei da destinare a progetti di innovazione nella logistica. C'è poi l'altro strumento fondamentale per vincere queste sfide: il network che ho cercato di creare con gli altri operatori, con porti e interporti e che si è rivelato fondamentale soprattutto nei momenti di crisi. Non possiamo essere autoreferenziali, lavorare in rete fa la differenza.  

Per il secondo anno il Consorzio Zai ha deciso di supportare il progetto 67 colonne, nato nel 2021 per sostenere la Fondazione in difficoltà a causa delle restrizione provocate dalla pandemia. Perché questa scelta?
Non si può paragonare il sostegno all'Arena a una normale sponsorizzazione: è fuori concorso, è un unicum mondiale che abbiamo la fortuna di avere qui nella nostra città. Un esempio di archeologia che per cinque mesi all’anno sostiene il turismo e la cultura della provincia: l'Arena e la sua Fondazione sono tra motori dell'economia veronese ed è nostro compito supportarla anche se operiamo in altri comparti.

Tante imprese del territorio la pensano così: immaginava una simile adesione da parte del tessuto produttivo veronese?
Si, lo immaginavo. I nostri imprenditori hanno spesso dato testimonianza di grande generosità e attaccamento alla città. C’è grande consapevolezza: Verona non dimentica mai da dove viene nè dove va. Perciò mi aspettavi questa voglia di aiutare un monumento che è patrimonio non solo scaligero ma nazionale.

Servirebbero ulteriori strumenti per rendere attrattive iniziative come questa?
L'art bonus si sta rivelando importantissimo e auspico che nell’agenda del prossimo governo ci sia lo studio di strumenti tecnici che permettano a capitali privati di investire sulla cultura e sui beni artistici attraverso sgravi fiscali. Chi fa impresa deve guardare anche ai numeri e può giustamente decidere di reinvestire i capitali in numerose azioni: è per questo fondamentale rendere appetibili interventi di questa natura, finalizzati a tutelare beni artistici e culturali. •.

Francesca Lorandi