I PROTAGONISTI

«Sostenere l’Arena è un messaggio forte anche per i giovani»

Una iniziativa «che punta a sostenere la coesione tra aziende limitrofe, con l’obiettivo di creare sinergie strategiche tra noi imprenditori veronesi, al fine di promuovere la nostra terra», partendo dal simbolo della città. Un gioco di squadra, per dirla in altri termini, che può fare la differenza nel supportare all’Arena, dopo i lunghi e difficili mesi di pandemia, ma anche nel potenziare l’immagine di Verona fuori dai confini nazionali. È uno dei motivi che ha spinto Federico Cozza, Ceo di Leaderform Group, a sostenere il progetto «67 Colonne per l’Arena.

Cosa le è piaciuto di questa iniziativa?

Sono due i motivi che mi hanno spinto ad aderire al progetto: in primis supportare concretamente l’ente lirico, grazie al quale Verona è riconosciuta in tutto il mondo come capitale dell’opera, potendo vantare per l’appunto un palcoscenico d’eccezione come l’Arena. In seconda battuta, ritengo che questa iniziativa sia vincente anche dal punto di vista educativo, in quanto ci permette di lanciare un messaggio forte e chiaro alle nuove generazioni, tramandando loro in modo innovativo e moderno il senso di appartenenza al proprio territorio, sensibilizzandoli sull’importanza di preservare strutturalmente e culturalmente un monumento storico radicalmente ancorato alle nostre origini e alla nostra identità.

Oggi ritiene che il ruolo di un'impresa sia anche quello di affiancare lo Stato e impegnarsi per la tutela di queste bellezze?

Assolutamente sì! Siamo in Italia e ogni angolo del nostro meraviglioso Paese racchiude monumenti storici di grande fascino e valore. Anche la nostra città quotidianamente ci offre la possibilità di rimanere sorpresi. Non mi riferisco solamente all’Arena, basti pensare a Ponte Pietra, al Teatro Romano arrivando fino all’epoca Medievale con Castelvecchio o le Arche scaligere. E ovviamente non è finita qui… La tutela dei beni culturali, per le istituzioni e non solo, dovrebbe diventare una vera e propria missione da perseguire con estrema lungimiranza, con l’obiettivo di proteggere e conservare a tutti i costi quest’eredità di valore inestimabile che ci è stata donata.

Il meccanismo dell’Art bonus è stato creato con l'obiettivo di incentivare questo coinvolgimento dei privati. Lo trova efficace?

Ben venga la creazione dell’Art Bonus e di analoghi meccanismi di incentivazione volti a valorizzare il patrimonio artistico e culturale del territorio, che altrimenti temo andrebbe perduto. Questo strumento costituisce un solido trampolino di lancio per la ripresa dell’economia veronese, avendo come protagonisti sia il mondo imprenditoriale che quello dei privati. Dal mio punto di vista il meccanismo, date le sue enormi potenzialità, andrebbe ulteriormente pubblicizzato, al fine di creare una cassa di risonanza maggiore e permettere così a più attori di aderire a questo progetto di fundraising senza precedenti, che permette di adottare simbolicamente una colonna o anche un singolo mattone dell'Arena.

Quali sono i suoi legami con questo territorio?

Sono molto affezionato alla mia città e mi piacerebbe che diventasse il fulcro economico delle attività industriali e produttive italiane. Verona, paradossalmente, ha visto nascere tantissime eccellenze conosciutissime all’estero, ma non all’interno dei confini scaligeri. Per questo motivo, sono favorevole all’organizzazione di iniziative che, come questa, puntano a sostenere la coesione tra aziende limitrofe, con l’obiettivo di creare sinergie strategiche tra noi imprenditori veronesi, al fine di promuovere la nostra terra di origine sia in Italia che all’estero, anche dal punto di vista culturale.

A questo proposito, dal suo punto di vista come è vista Verona fuori dai confini provinciali e nazionali?

Verona, come accennavo, è famosa non solo per essere una città ma anche per aver favorito lo sviluppo in diversi settori di aziende illustri e di fama internazionale. Per promuovere l’immagine della nostra città in Italia e all’estero, farebbe sicuramente la differenza un gioco di squadra svolto a livello istituzionale e comunale. Ciò permetterebbe di conferire un valore aggiunto al sistema industriale e politico veronese, generando nuove opportunità economiche, sociali e culturali.

Leaderform è da sempre molto attiva sul territorio e nella comunità, con attività, progetti, sponsorizzazioni anche sportive. Quali sono i valori che vi spingono a supportare determinate iniziative?

L’azienda è nata e cresciuta a Verona, per questo motivo ritengo che sia di fondamentale importanza sottolineare le proprie radici attraverso progetti territoriali locali che ne rispecchino i valori. Negli anni abbiamo stipulato diverse partnership con realtà leader del panorama sportivo veronese, nello specifico mi riferisco all’Hellas Verona, essendo in prima persona tifoso gialloblù, e alla BluVolley. Oltre a ciò, continuiamo ad impegnarci nella promozione di varie manifestazioni veronesi, sportive e non, al fine di rafforzare la nostra identità e solidificare ancora di più il legame con la nostra città di origine.

L’iniziativa «67 Colonne» è nata per supportare l’Arena e la sua produzione in un periodo molto complesso. Come ha vissuto la sua azienda questi mesi?

Fortunatamente in Leaderform Group abbiamo lavorato senza alcuna interruzione, mantenendo tutti i siti produttivi regolarmente operativi, continuando ad offrire soluzioni a 360 gradi per la comunicazione. La struttura poliedrica del nostro Ggruppo, con più di 200 dipendenti e uno stabilimento di 27mila metri quadrati, ci ha consentito, infatti, di tenere quotidianamente attive le nostre quattro unità di differenziazione: mi riferisco a Leaderform, per quanto riguarda la business communication e il direct marketing, ad Extreme Printing per la stampa digitale di grande formato, ad MG2 per la realizzazione di soluzioni di packaging e, infine, ad Absolute DS per la progettazione di allestimenti espositivi per il punto vendita.