Matteo Bottin

«Questo progetto è un valore aggiunto per la nostra azienda»

L’impegno di Sicurplanet Matteo Bottin con la moglie Maria Tosoni
L’impegno di Sicurplanet Matteo Bottin con la moglie Maria Tosoni
L’impegno di Sicurplanet Matteo Bottin con la moglie Maria Tosoni
L’impegno di Sicurplanet Matteo Bottin con la moglie Maria Tosoni

«L’Arena è uno dei nostri biglietti da visita più importanti assieme a molti altri edifici storici che sono testimoni significativi della storia, dell’identità e della ricchezza culturale che Verona ha da offrire. Promuovere la cooperazione tra le imprese a supporto di 67 Colonne è un onore oltre che una bellissima testimonianza e un valore aggiunto per la nostra azienda». Ci risiamo: anche quest’anno Matteo Bottin, presidente di Sicurplanet, leader nel settore della sicurezza, ha deciso di fare un passo avanti e di sostenere concretamente l'Arena con la sua azienda.

Per quale motivo ha deciso di replicare questo impegno?
Sicurplanet nasce con una spiccata identità: con gli anni abbiamo consolidato la nostra immagine e ci siamo fatti conoscere anche attraverso azioni finalizzate ad aumentare la credibilità e a coinvolgere emotivamente le persone, come la scelta di associare il nostro brand a questo progetto. Dopo il primo anno abbiamo condiviso il nostro entusiasmo e coinvolto amici imprenditori ad aderire a questa iniziativa. Quindi gli appuntamenti, oltre ad essere un interessante salotto dove conoscere altri colleghi e creare sinergie di business, sono diventati anche un piacevole momento in compagnia di amici. Anche l’iniziativa dell’aperitivo sulla terrazza è stata la conferma che la nostra città offre infinite possibilità di sviluppo per progetti come questi supportati dal mecenatismo imprenditoriale.

Andrebbero aumentati gli incentivi statali, come l’Art bonus?
Investire in cultura significa investire nella crescita economico-sociale del Paese. Riuscire a creare condizioni fiscali vantaggiose per le imprese potrebbe essere la chiave vincente per incentivare gli investimenti da parte dell’imprenditoria. Art Bonus è la chiara dimostrazione che se c’è un minimo di supporto da parte dello Stato, le aziende sono fortemente motivate a destinare i propri fondi in operazioni di tutela del patrimonio culturale.

Se l’aspettava una simile adesione all’iniziativa da parte delle aziende veronesi?
Noi imprenditori abbiamo il vivo interesse di far emergere tutto il potenziale inespresso di Verona a beneficio della nostra economia. Rendere la città più accattivante anche grazie ad iniziative di importante eco mediatico come 67 Colonne, significa creare maggior indotto e quindi più ricchezza, che si traduce in migliori servizi per chi ci vive e per i turisti. Non avevo dubbi sul successo di questa iniziativa: è l’espressione del senso di appartenenza e dell’amore che i veronesi provano per la loro città.

È stata una stagione eccezionale per il festival lirico. Lei è riuscito a partecipare a qualche spettacolo?
Certamente, ho partecipato con mia moglie Maria alla Prima della Carmen. Già l’opera lirica è un concentrato di arte, passione e chimica ma viverla in Arena, uno degli scenari più belli del mondo, ha reso tutto un’esperienza indimenticabile.

Dopo la pandemia, sono arrivati la guerra, i rincari, l’inflazione: come è andato per la sua azienda quest’ultimo anno?
Un contesto decisamente sfidante, quello di questi ultimi mesi. Ciò che più ha determinato il nostro più grande successo è stata la velocità di cambiare in modo camaleontico, adattandoci alle nuove esigenze del mercato. Questo ha reso possibile trasformare una potenziale crisi in una grande opportunità per crescere e strutturarci meglio da un punto di vista tecnologico e di gestione manageriale. Una crescita che ci ha consentito di affinare processi di gestione e attenzione al dettaglio. Avere in azienda risorse lungimiranti che hanno vissuto con entusiasmo il processo di cambiamento, sentendosi parte del successo, è stata la più grande soddisfazione.

Provando a fare una previsione, come vede i prossimi mesi?
Siamo in una fase dove l’economia globale rischia l’anno peggiore dal 2009. Ciò che più minaccia il nostro Paese è il calo della produzione conseguente all’impennata dei costi energetici. Tutto questo potrebbe innescare reazioni a catena sull’intero tessuto societario. Il nostro obiettivo è che l’aumento dei costi di beni e servizi e la difficoltà nel reperimento delle materie prime non vada ad impattare sui nostri clienti. Abbiamo già attuato una politica volta alla responsabilizzazione di tutto lo staff, che viene coinvolto nell’ottimizzazione dei costi e nella razionalizzazione delle risorse. Il mio approccio rimane sempre positivo anche davanti alle difficoltà, che spesso si sono rivelati trampolino di lancio per nuovi modelli di business e riorganizzazione aziendale.

Francesca Lorandi