I protagonisti

Pierini di Coca Cola Hbc: «Quante emozioni con le nostre sfide. In Arena è lo stesso»

Giangiacomo Pierini
Giangiacomo Pierini
Giangiacomo Pierini
Giangiacomo Pierini

Sostenere una produzione culturale fondamentale «per Verona e per tutto il Paese» e supportare un territorio che ha nell'Arena un importante traino economico. Ma non c'è solo questo, alla base della decisione di Coca Cola Hbc Italia di appoggiare anche in questa seconda edizione il progetto delle 67 Colonne. C'è anche una motivazione simbolica, spiega Giangiacomo Pierini, direttore Relazioni istituzionali e Comunicazione dell'azienda, che a Nogara conta lo stabilimento più grande d'Europa: «Essere parte di un'iniziativa positiva, di visione, genera a sua volta effetti positivi trasversali. E l'ottimismo non deve mai mancare in chi fa impresa».

 

Il filo conduttore di questa edizione delle 67 Colonne è "oltre il limite". Un'azienda come Coca Cola Hbc di sfide, negli anni, ne ha superate parecchie. Quali sono i prossimi limiti che vi ponete come obiettivo da superare?

Le sfide sono state, sono e saranno tante: realizziamo molti prodotti innovativi ma il core business resta sempre Coca Cola e nel tempo la sfida è mantenerlo tale, conservando la ricetta originale. Lo facciamo innovando i processi industriali e le nostre fabbriche: quella di Nogara ha quasi cinquant'anni e negli ultimi anni è stata oggetto di 250 milioni di euro di investimenti. Penso sia necessario mantenere sempre una grande apertura verso i cambiamenti del mercato, una capacità di ascoltare il mondo, di cogliere le sfide che si presentano individuando sempre soluzioni nuove.

 

Nel concreto?

Abbiamo dato spazio negli anni a numerose innovazioni e a nuovi prodotti: ma questo percorso deve essere sempre accompagnato dalla consapevolezza di chi si è e che cosa di fa. Faccio un esempio: il nostro prodotto classico, per eccellenza, non è dato solo dal gusto ma anche da un retaggio di valori e significati che si porta appresso. Coca Cola è simbolo di condivisione, dello stare insieme. Mangiando una pizza, guardando una partita. È fortemente legato alla società che è in continua evoluzione: dobbiamo cogliere questi cambiamenti e seguirli.

 

È successo anche durante la pandemia?

Gli effetti li abbiamo visti anche noi. Le restrizioni, la chiusura dei bari e delle pizzerie, il calo del turismo, sono tutti fattori che hanno ridotto i momenti di socialità. Ma anche durante l'emergenza sanitaria non abbiamo mai smesso di investire, soprattutto in sostenibilità: quella vera, che ha alla base anche una sostenibilità economica e richiede visioni e piani molto solidi e concreti.

 

E come uomo e manager quali sfide si è posto?

Una sfera influenza l'altra. Dobbiamo fare i conti con un mondo in costante evoluzione: una evoluzione che con la pandemia ha avuto un'accelerata e ci ha messo davanti alla necessità di reinventarci nella quotidianità. Nel momento in cui c'è questa consapevolezza, diventa fondamentale un atteggiamento di apertura di fronte ai cambiamenti: significa essere al passo con la realtà, in grado di cogliere le trasformazioni, sapere rispondere e, per farlo, aggiornarsi costantemente. È quello che sento ripetermi sempre dagli imprenditori che, più di me che faccio il manager, devono essere capaci di affrontare e rispondere a questi cambiamenti. Sono fondamentali formazione e aggiornamento continuo anche dei dipendenti: come vicepresidente di Confindustria Verona con delega alle Risorse umane, me ne sto rendendo conto. Il rischio se non si segue questa strada è essere tagliati fuori. Gli imprenditori se ne stanno rendendo conto: hanno dimostrato di sapere leggere la realtà che hanno intorno, reinventandosi.

 

Dal Covid in poi è stato un cambiamento continuo con difficoltà da interpretare e alle quali far fronte. Voi di Coca Cola Hbc come state gestendo le attuali criticità legate, in primis, alle conseguenze del conflitto in Ucraina?

Stiamo gestendo un incremento dei costi fuori controllo, di energia, gas, materie prime e anche trasporti: pur non essendo la nostra un'azienda particolarmente energivora abbiamo dovuto fare i conti con un aumento dei costi che mai sarebbe stato prevedibile, non in queste dimensioni. Tuttavia gli investimenti in sostenibilità vanno avanti perché hanno importanti basi di solidità economica.

 

Coca Cola Hbc ha deciso di supportare il progetto 67 Colonne per l'Arena anche in questa seconda edizione. Cosa vi ha spinto a proseguire lungo questo percorso

È un progetto pensato e strutturato molto bene: a livello aziendale sappiamo che il nostro supporto è impiegato nel modo giusto. E per un fine importante: l'Arena ha un ruolo e un valore simbolico importante per Verona e per l'Italia. È un motivo di orgoglio ma, soprattutto per questo territorio, un traino importante per l'economia. E poi c'è un altro aspetto che abbiamo valutato, nello sposare questo progetto: i nostri prodotti sono fatti per la condivisione, per stare insieme. Con 67 Colonne supportiamo dei momenti di spettacolo che prevedono proprio la condivisione di spazi e di emozioni.

 

Si aspettava un simile successo dell'iniziativa? Lo scorso anno è stato ricevuto oltre un milione e mezzo di euro di erogazioni.

È la conferma che questa è una iniziativa pensata bene, in grado di unire una comunità intorno a un progetto concreto e utile a diversi livelli: viene sostenuta una produzione culturale fondamentale, ma anche tutta l'economia che vi ruota intorno. Senza dimenticare la valenza simbolica. Il Covid ha fatto molto male, in tanti si stanno ancora leccando le ferite: ma essere parte di un'iniziativa positiva, di visione, genera a sua volta effetti positivi trasversali. È un segnale di ottimismo e di ripartenza. E i simboli sono importanti.

 

È ripartita la stagione dei concerti, a breve ricomincerà il festival lirico. C'è un appuntamento in Arena che non vorrà perdersi?

La prima del Festival non manca mai nel mio calendario: è un momento di festa per la città che unisce l'appassionato che non si perderebbe mai un evento del genere, e il mondo delle istituzioni che con la sua presenza dà un valore aggiunto mostrando la vicinanza di tutta la comunità.

Francesca Lorandi