l'iniziativa

Orgoglio 67 Colonne «Moderni mecenati della bellezza»

Un’idea innovativa che si trasforma in progetto. Un progetto che diventa proposta concreta. Bella, accattivante, intrigante. E la proposta che diviene format, apprezzato da tutti in Italia e da più di qualcuno anche fuori dai confini nazionali. L’iniziativa delle 67 Colonne per l’Arena è una di quelle destinate a lasciare il segno, capace di raccogliere oltre un milione e mezzo di euro nel suo primo anno di vita e un milione e 650mila nel secondo. Un modello vincente in cui l’idea di diventare uno dei 67 pilastri della cinta esterna dell’Arena crollati durante il terremoto del 1117 ha convinto molti imprenditori veronesi. Stretti in una sorta di abbraccio collettivo della città verso il suo monumento più rappresentativo e verso la sua fondazione lirico-sinfonica, ribadendone la necessità non solo economica, ma soprattutto etica e sociale.

Lista d’attesa
Un entusiasmo crescente, con la raccolta del secondo anno che ha superato i risultati della prima edizione: per il 2023 c’è già una lista d’attesa aperta con l’obiettivo di accogliere, a fianco degli storici mecenati, nuovi sostenitori accomunati dal desiderio di essere parte di una delle eccellenze culturali, specialmente in un anno importante come il 2023 che festeggerà il festival areniano numero 100. «Vi ringrazio come veronese, come sovrintendente e come artista», ha detto Cecilia Gasdia, sovrintendente di Fondazione Arena, «e ringrazio il ministero della Cultura che ha dato gli strumenti a tutti in Italia per sostenere davvero la cultura. Agli altri finalisti del premio Art Bonus dico che abbiamo ammirato i vostri meravigliosi progetti in questa anfiteatro che ospita il festival d’opera più antico di tutti».

Tutti insieme
Allargando lo sguardo poi agli imprenditori che hanno deciso di partecipare al progetto delle 67 colonne. «Siete incredibili, mecenati moderni che hanno creduto in noi, devo dire grazie anche ai nostri sponsor che ci sostengono da tanti anni. Ma questa sera voglio allargare l’abbraccio a tutti i mecenati d’Italia che sostengono la cultura e la vera bellezza», e voi siete la più straordinaria marcia trionfale dell’Aida», ha ripetuto Gasdia mentre sei musicisti dell’orchestra dell’Arena suonavano l’aria più famosa dell’opera verdiana. «Fondazione Arena ha difeso sé stessa mettendo in campo ingegni e risorse nuove. Questo progetto, nato nel cuore dei nostri uffici, ne è l’esempio migliore e il mio ringraziamento va a tutti coloro che vi hanno messo la propria creatività ed energia per il futuro dell’Arena di Verona, anche dopo di noi».

In prima fila
Tra i protagonisti dell’appuntamento anche Matteo Montan, ad del gruppo Athesis, partner dell’iniziativa che continuerà a raccontare anche in questa seconda edizione le storie degli imprenditori protagonisti. «Siamo enormemente orgogliosi di avere contribuito al successo di questo progetto, dalla sua ideazione fino alla campagna finale per la conquista di un premio strameritato», il commento di Montan, «67 Colonne ha due punti di forza che ho sempre adorato: il gioco di squadra, un vero mantra per un gruppo che ha scelto come proprio payoff “la media company di un territorio straordinario”; e la centralità del racconto: un’ottima notizia per chi fa il nostro mestiere, ma anche una bellissima sfida per le prossime edizioni».

Verso l’obiettivo
Entusiasta il direttore artistico della Fondazione Stefano Trespidi. «Sappiamo di avere accanto a noi leader nel loro settore, nel comparto del teatro e dell’opera spesso si guarda al passato, invece abbiamo bisogno anche di qualcuno che ci aiuti a pensare al futuro, siete fondamentali». A chiudere c’è anche l’intervento di Giacomo Marino, head of M&A and corporate development di Unicredit - sponsor da 25 anni della Fondazione - che ha raccontato un aneddoto su Condoleezza Rice, ex segretaria di stato degli Stati Uniti, e di come lei stagista alla Casa Bianca fosse riuscita ad attirare l’attenzione e la curiosità degli ospiti durante una serata di gala mettendosi a suonare il pianoforte. «Unicredit crede nelle imprese soprattutto dove c’è un tessuto vivace e dove c’è cultura», ha chiuso Marino, «crediamo in Verona e in Fondazione Arena, e continueremo ad investire nella cultura»

Luca Mazzara