L'INIZIATIVA per l'anfiteatro

Anche Piva Group a sostegno dell'Arena: «Noi vogliamo esserci e fare la nostra parte»

Piva Group è un'azienda specializzata in serramenti e pannelli isolanti «Il made in Italy è un valore aggiunto, anche Verona con la sua cultura»

«Se nei secoli passati non ci fossero stati i mecenati, l’Italia non avrebbe avuto Caravaggio o Michelangelo con i loro capolavori. Non ci sarebbe stato, insomma, il Belpaese». Emergono chiare, da queste parole, le motivazioni che hanno spinto Alessandro Piva, Ceo di Piva Group, a supportare il progetto «67 Colonne per l’Arena», ideato dalla Fondazione Arena in collaborazione con il gruppo Athesis, e che punta a coinvolgere imprese, associazioni e privati in una sorta di abbraccio ideale con il monumento cittadino più famoso. L’iniziativa permette infatti di “adottare” una colonna o anche un singolo mattone, per sentirsi parte di un piano che vuole rilanciare l'immagine dell'anfiteatro e della sua produzione duramente colpiti dal blocco degli spettacoli per il Covid 19.

«L’Arena», commenta Alessandro Piva, che guida insieme al padre Sergio e al fratello Claudio l’azienda di Gazzo Veronese, specializzata in serramenti e pannelli isolanti, «è di tutti, non è solo un simbolo di Verona nel mondo, ma di tutto il Veneto e dell’intero Paese: un patrimonio artistico e culturale. E come tale va tutelato nel presente e preservato nel futuro». È questo, di fatto, l’obiettivo del progetto di fundraising per l’Arena, basato sul meccanismo dell'Art bonus che consente di ottenere un credito d'imposta del 65 per cento nei tre anni successivi alla donazione effettuata. E Piva Group ha deciso di sostenerlo, in un abbraccio ideale con la città, col suo patrimonio e con i suoi simboli. «La territorialità», commenta il Ceo, «è un valore aggiunto per chi come noi lavora all’estero. Il gruppo è nato nel 2005 ma affonda le sue radici nella sapienza di due aziende italiane, Mondial Infissi per la costruzione di serramenti in alluminio e Pannelli System per la realizzazione di pannelli coibentati. Siamo una grande azienda che vive anche realtà internazionali, ma le radici sono radicate nel nostro Paese. Oltre alla sede qui nel Veronese, dove contiamo 630 tra dipendenti e collaboratori, abbiamo uno stabilimento in Spagna, uno in Repubblica Ceca, un'unità di produzione a Saint Louis in America e un ufficio di rappresentanza in Australia. Succede talvolta che, nonostante i siti produttivi presenti in diversi mercati, dai clienti esteri ci vengano richiesti prodotti realizzati qui a Verona, perché considerati di altissimo pregio. L’italianità è valutata ovunque come un valore aggiunto».

Che non va dato per scontato, ma deve essere tutelato, anche nei suoi simboli e nel suo patrimonio. Perché made in Italy è sinonimo di un “saper fare” di qualità, ma anche di bellezze che hanno reso il Belpaese tale nel mondo: una ricchezza – di arte e di cultura - che ci è stata consegnata nei secoli e che oggi è nostro dovere preservare e tramandare alle future generazioni. E il progetto “67 Colonne per l’Arena” è una risposta a questo dovere, tanto più necessaria in un periodo di grande sofferenza per il mondo della cultura e degli spettacoli e, di conseguenza, per tutta la filiera del turismo, fondamentale per l’economia del territorio. «Conosciamo le difficoltà che il settore sta attraversando a causa della pandemia», prosegue Piva, «attraverso alcuni nostri collaboratori abbiamo visto da vicino le criticità di questo periodo causate dalle restrizioni imposte dal Covid e con le quali sta avendo a che fare tutto l’indotto che lavora grazie agli spettacoli in Arena. Abbiamo deciso quindi di fare la nostra parte. Per la nostra azienda, che lo scorso anno ha chiuso il bilancio con un fatturato di 93 milioni di euro, questo è un buon momento» Piva Group non ha mai smesso di lavorare anzi, con le sue competenze e professionalità è stata chiamata a dare una risposta concreta nei mesi di massima emergenza, quando i reparti degli ospedali erano pieni, non si trovava un posto letto e per far fronte all’urgenza sono state create strutture ad hoc: «Siamo stati chiamati in tutta Italia», racconta il Ceo, «per la costruzione di ospedali Covid. E l’impegno continua ancora oggi, perché i nostri prodotti e servizi sono richiesti per la realizzazione di centri vaccinali, necessari per il piano nazionale».

Anche i diversi bonus fiscali che i governi hanno messo in campo al fine di supportare il settore edile stanno avendo effetti sul lavoro dell’azienda. Incentivi come il superbonus del 110 per cento, l'agevolazione che permette di effettuare lavori di riqualificazione energetica e di riduzione del rischio sismico praticamente a costo zero, stanno sortendo gli effetti sperati sul settore delle costruzioni che conta un indotto molto ampio. Piva Group sta cavalcando quest’onda, con commesse in tutta Italia soprattutto per quanto riguarda i serramenti residenziali: l’iter burocratico per ottenere l’incentivo è piuttosto complesso ma la richiesta è comunque molto alta soprattutto per le abitazioni unifamiliari. «Siamo operativi a 360 gradi e siamo fortunati», conclude, «è giusto quindi aiutare chi ci sta intorno, il territorio che ci ospita e gli altri comparti più colpiti dalla pandemia». •.

Francesca Lorandi

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