L'INIZIATIVA

«Come un incubo in cui l’Arena crolla. Dovevamo aiutarla»

Tutti insieme per l’Arena La sede dello Scatolificio del Garda a PastrengoI protagonisti Luca Sandri con la moglie Paola Gaspari
Tutti insieme per l’Arena La sede dello Scatolificio del Garda a PastrengoI protagonisti Luca Sandri con la moglie Paola Gaspari

«Ho immaginato che l'Arena, questo patrimonio che ci appartiene, stesse crollando dopo una pandemia che ha fermato tutti e tutto. Nel preciso momento in cui ho realizzato ciò, mi sono sentito in obbligo di sostenerla per evitarne la perdita, perché non esisterebbe Verona senza la sua Arena».Luca Sandri guida lo Scatolificio del Garda, azienda fondata alla fine degli anni Sessanta dal padre Sandro. Presente in tutto il mondo, ma col cuore sempre a Verona: l'impresa in oltre cinquant'anni di storia ha sempre mantenuto salde le radici sul territorio che l'ha vista nascere e svilupparsi, contribuendo a sua volta a valorizzarlo.Ne è un esempio il supporto al progetto «67 Colonne per l'Arena», ideato dalla Fondazione Arena in collaborazione con il gruppo Athesis, nato con l'obiettivo di coinvolgere imprese, associazioni e privati in una sorta di abbraccio ideale con il monumento cittadino, adottando idealmente una colonna o anche un singolo mattone dell'anfiteatro. «Ritengo che ognuno di noi dovrebbe darsi sempre da fare per mantenere un alto livello di considerazione verso la propria città, soprattutto in un periodo come questo», aggiunge.

La sua azienda negli anni si è fatta conoscere nei mercati internazionali. Perché ha deciso di impegnarsi in una iniziativa come quella delle «67 Colonne»?

Sono veronese e la mia azienda è nata e cresciuta a Pastrengo, perciò c'è un forte legame con questo territorio. L'Arena per noi è il simbolo di Verona e come tale va tutelata in tutti i modi: salvaguardarla è un obbligo per chi vive e crede in questa città. Ti rendi conto di quanto sia magica e cosa trasmetta quando partecipi ad una qualunque manifestazione si svolga al suo interno: la sua maestosità, la luce all'imbrunire e il pubblico che canta per accompagnare un concerto pop o rigorosamente silente nell'assistere ad un'opera lirica. Questa è magia pura.

Il supporto a un progetto come quello promosso da Fondazione Arena e Athesis è una delle declinazioni in cui si può tradurre l'impegno di un'impresa per il territorio. Ci sono altre iniziative che vi vedono coinvolti?

La nostra azienda ha voluto negli anni partecipare a diverse iniziative, sempre a vantaggio del territorio in cui opera. Ad esempio, questi ultimi difficili mesi di pandemia hanno spinto lo Scatolificio Del Garda a istituire il welfare aziendale, che propone numerose opportunità ai lavoratori, attraverso una piattaforma molto ampia e varia messa a disposizione da Confindustria.

L'iniziativa «67 Colonne» sfrutta le opportunità offerte dal meccanismo dell'Art Bonus. Trova che strumenti come questi, con i quali lo Stato stimola il coinvolgimento dei privati nella valorizzazione del patrimonio, siano validi?

Sono dell'idea che i privati dovrebbero non solo supportare ma anche prendere in mano la gestione di questo patrimonio: lo Stato ha delle difficoltà nel farlo. Per quanto riguarda l'Art Bonus è un buon strumento e sicuramente rappresenta un incentivo anche a partecipare a progetti come questo: l'auspicio è che non sia legato solo alla pandemia in atto ma che possa essere prorogato. Per farlo serve avere una visione, guardare sul lungo periodo.

Come è vista oggi Verona, fuori dai confini nazionali?

Tutti coloro che come me operano anche al di fuori del Paese, sanno che Verona è una città conosciuta nel mondo, anche e soprattutto grazie ai suoi monumenti. È un orgoglio essere un imprenditore veronese perché si è orgogliosamente invidiati. Made in Verona e made in Italy sono la stessa cosa, una proposta di qualità a qualsiasi richiesta mondiale. Basti pensare alla diversità che il nostro territorio propone a livello di tessuto industriale: le eccellenze che abbiamo e che variano in numerosi campi sono conosciute ed apprezzate nel mondo.

La sua azienda ha un motto: «Insisti, resisti, raggiungi, conquisti». Parole che possono essere applicate anche alla voglia di rinascita dell'Arena, della cultura e del turismo. Quali sono le radici di questi valori? Come è nata è cresciuta la sua impresa?

Scatolificio del Garda è stata fondata nel 1969 da mio padre Sandri Sandro, e ha attraversato tutte le epoche dell'imprenditoria, dal boom economico alle crisi degli anni Settanta e Ottanta fino alla pandemia da Covid-19. Siamo partiti con le scatole per calzature, dal momento che fino agli anni Ottanta Verona è stata uno dei più importanti poli produttivi di calzature: arrivavamo a produrre fino a 200mila scatole al giorno. Siamo diventati il polo più importante per la produzione di scatolette rotonde per formaggino, ma anche l'azienda che per prima ha sviluppato un bicchiere in carta completamente biodegradabile e compostabile, già nel 1993, creando un brand ormai riconosciuto nel mercato "Bioplat". Oggi, dopo più di cinquant'anni di storia, siamo in crescita e pronti per fornire quelle aziende che stanno spostando il packaging dalla plastica al cartoncino.

Francesca Lorandi

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