I PROTAGONISTI

«Capacità di visione e un team all’altezza per superare i limiti»

Arte e impresa - Sulla giacca di Luigi Frascino la Turandot di Puccini
Arte e impresa - Sulla giacca di Luigi Frascino la Turandot di Puccini
Arte e impresa - Sulla giacca di Luigi Frascino la Turandot di Puccini
Arte e impresa - Sulla giacca di Luigi Frascino la Turandot di Puccini

Il suo legame con questo territorio è diventato ancora più forte quando, nei mesi scorsi, è entrato nel settore della ristorazione avviando un progetto che ha preso piede proprio in città. Ma a Verona Luigi Frascino ha messo radici e cuore parecchi anni fa, nel 2007, quando ha fondato Credit Network & Finance, di cui è presidente. Già l’anno scorso aveva deciso di supportare il progetto 67 Colonne per l’Arena, ideato l’anno scorso dalla Fondazione in collaborazione con il gruppo Athesis con l’obiettivo di coinvolgere imprese, associazioni e privati in una sorta di abbraccio ideale con il monumento cittadino più famoso. Un gemellaggio tra il mondo della cultura e quello dell’impresa, l’iniziativa permette infatti di adottare idealmente una colonna o anche un singolo mattone, per sentirsi parte di un piano che vuole rilanciare l'immagine dell'anfiteatro e della sua produzione che, dal 2020, sono stati colpiti dalle conseguenze della pandemia e hanno dovuto fare i conti con l’emergenza Covid. Il progetto è arrivato quest’anno alla seconda edizione, e continua con l’obiettivo di rendere ancora più solido il rapporto tra il territorio – cittadini, aziende istituzioni – e il simbolo di Verona.

Il tema di quest’anno del progetto 67 colonne è “oltre il limite”. Cosa significa per un imprenditore andare oltre il limite?
Come affermava Franklin Roosevelt “L’unico limite alla nostra realizzazione di domani saranno i nostri dubbi di oggi”. Questo principio ha guidato tutta la mia storia imprenditoriale. Tutto è iniziato con il settore finanziario, rivelatosi vincente in anni in cui il mercato era in forte espansione. In 15 anni ho costruito una realtà da 30 milioni di euro di ricavi attiva in diversi ambiti: da quello immobiliare, al vitivinicolo fino alla ristorazione. Sicuramente non sono mancati momenti di dubbio ma li ho sempre superati con determinazione e consapevolezza, sono sicuro che quando si crede in un progetto sia necessario andare fino in fondo: solo così si superano i propri limiti arrivando al successo.

Quali capacità servono per “andare oltre i limiti”?
La capacità di visione è sicuramente uno degli strumenti essenziali per superare i limiti e ottenere fiducia da parte delle persone e del mercato. Ma non basta. Il team è tutto. Essere circondati da risorse che condividono gli stessi ideali, in ottica di raggiungimento di un obiettivo comune è necessario per raggiungere grandi risultati. Nel Gruppo Frascino è così. Condividiamo da sempre i valori e la determinazione di crescere come Gruppo, questo è stato determinante per arrivare ai numeri che registriamo oggi.

Il suo legame con Verona è molto forte e recentemente l’ha vista entrare anche nel settore della ristorazione con una nuova avventura. Come è nato questo progetto e come sta andando?
Da ormai qualche anno avevo il desiderio di entrare in un mercato che reputo il cuore della nostra nazione. La nostra idea è quella di valorizzare la cucina regionale italiana, fiore all’occhiello del nostro Paese, in un’atmosfera ricercata ed elegante. Tutti i nostri ristoranti puntano sulla qualità delle materie prime e sulla semplicità delle ricette dei piatti proposti. Vogliamo che il cliente si senta coccolato vivendo un’esperienza che gli faccia scoprire i gusti autentici. Il progetto sta andando molto bene. Dopo l’apertura di «Da Ruggero» a Verona e «Da Filetto« a Siena stiamo lavorando a una terza apertura. Ogni locale è specializzato in un settore, «Da Ruggero» puntiamo su piatti a base di pesce pescato poche ore prima di essere servito a tavola, mentre «Da Filetto» offriamo piatti di carne di altissima qualità, in onore della tradizione toscana.

E poi c’è la Fondazione Arena: è il secondo anno che sostiene questa iniziativa. Cosa l’ha spinta a «replicare»?
Per il secondo anno sono orgoglioso di sostenere un’iniziativa come quella delle 67 Colonne perchè la reputo di grande importanza per la nostra meravigliosa città. È un dovere morale ed etico che le realtà imprenditoriali rendano omaggio al territorio che le ospita con atti di generosità. Verona ci ha accolto e ci ha visti crescere offrendoci giorno dopo giorno la possibilità di sviluppare il nostro business con passione e tenacia. Credit Network & Finance è orgogliosa di supportare un progetto così importante dal punto di vista culturale per la nostra città perché siamo convinti che le radici della nostra storia siano da preservare e proteggere per essere tramandate alle future generazioni. 

Lo scorso anno il progetto ha registrato più di un milione e mezzo di erogazioni ricevute grazie ai 128 mecenati. Gli imprenditori si sono resi conto che il supporto e la tutela dell'arte e della cultura è anche una loro "responsabilità"?
Credo di sì. Ormai le imprese hanno capito quanto sia importante impegnarsi concretamente per progetti sociali e culturali. Preservare il patrimonio artistico del nostro Paese è un dovere morale per noi e per le prossime generazioni. Non mi aspettavo un successo simile ma negli ultimi anni mi sono accorto di quanto sia cresciuto l'interesse verso i temi di CSR. Sul medio-lungo periodo spero che il mondo imprenditoriale continui a supportare simili progetti perché solo con l'impegno di tutti si può davvero fare la differenza..

Francesca Lorandi