LA PREMIAZIONE

Art bonus, Verona sul podio «La cultura, nostro asset»

I founder Gian Luca Rana (a sinistra) e Sandro Veronesi premiati da Carolina Botti (a sinistra) e Francesca Velani a nome di tutte le 67 Colonne
I founder Gian Luca Rana (a sinistra) e Sandro Veronesi premiati da Carolina Botti (a sinistra) e Francesca Velani a nome di tutte le 67 Colonne
67 Colonne. Rana - Veronesi

I riflettori nazionali su Verona e la sua Arena si sono accesi già il 1° aprile scorso: è stato quel giorno che il gioco di squadra tra Fondazione Arena, i suoi sostenitori, ma soprattutto cittadini ed estimatori del monumento e dell’arte di cui è simbolo, ha dato i suoi migliori frutti. E così Verona con il progetto «67 colonne per l’Arena», risultato della collaborazione tra Fondazione Arena e Gruppo Athesis, è salito sul gradino più alto del podio nel concorso «Progetto Art Bonus dell’Anno», con 38.499 voti ricevuti (12.552 sul sito www.Artbonus.Gov.it e 25.947 sui canali Facebook e Instagram di Art Bonus) sui complessivi 262.028 raccolti dai 158 progetti italiani passati in fase finale fra i 365 concorrenti iniziali. Ieri a ritirare il primo premio in Arena dalle mani di Carolina Botti, direttrice di Ales, e da Francesca Velani, vicepresidente di PromoPA Fondazione, c’erano i due soci fondatori. Coloro che sin dall’inizio hanno creduto nel progetto, facendo da traino per gli altri imprenditori: Sandro Veronesi e Gian Luca Rana.

I founder
Il presidente del Gruppo Calzedonia si dice «orgoglioso, in un mondo di persone che dai social non fanno che giudicare gli altri, di rappresentare una colonna: un’azione concreta, un bel modo per le aziende di sostenere il patrimonio culturale italiano facendo da volano positivo per la comunità». Gli fa eco l’ad del Pastificio Rana: «L’Arena con la cultura che rappresenta è l’asset intangibile che nel patrimonio aziendale rappresenta ciò che siamo nel mondo», afferma Rana, che con la sua impresa, bandiera del «made in Italy» alimentare, è arrivato al successo anche oltreoceano. «Non saremmo arrivati dove siamo se non avessimo avuto tutto ciò dietro di noi: se qualche prodotto italiano va nel mondo, non è perché c’è scritto made in Italy ma perché chi lo compra, compra anche un pezzettino di questo sogno. Solo attraverso l’investimento sulla cultura possiamo permetterci di parlare dei nostri prodotti con orgoglio».

I progetti finalisti
A seguire, la passerella degli altri nove finalisti del concorso, riusciti a coinvolgere il meglio delle energie economiche e culturali dei rispettivi territori. Bellissimo il testa a testa con il secondo classificato, risultato primo nella votazione social: il progetto del TTB Teatro tascabile di Bergamo, per il restauro del «Monastero del Carmine», di proprietà del Comune di Bergamo. Sul podio anche i Teatri Molisani, per interventi di restauro e attività artistica al Teatro del Loto di Ferrazano (Campobasso). Quarto posto alla Fondazione Sant’Elia di Palermo per la manutenzione al Loggiato San Bartolomeo, quinto al Comune di Altamura (Bari) per la realizzazione dell’accesso all’Ipogeo di San Michele delle Grotte ad Altamura. In sesta posizione l’Associazione che cura il Festival della Piana del Cavaliere, rassegna estiva che valorizza gli artisti e i giovani talenti; a seguire Vento di Venezia, con la manutenzione e la messa in sicurezza dell’antico chiostro di ingresso al Convento Certosino. Ottavo classificato Friends of Naples Onlus con la manutenzione del dipinto murale edicola Porta San Gennaro; nona l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Beata Lucia, per il restauro della pala d’altare nell’omonima chiesa. All’ultimo posto della top ten la Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino per il restauro del Cortile del Palazzo ex Arsenale del capoluogo piemontese. 

Elisa Pasetto