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LA TRAGEDIA. Il Paese trema da Firenze a Napoli, spazzati via paesi come Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto

Sisma tra Marche e Lazio
Molti i feriti, 159 le vittime

di Luca Masotto
Il paese di Amatrice devastato dal terremoto: i soccorritori cercano sopravvissuti tra le macerie
Il paese di Amatrice devastato dal terremoto: i soccorritori cercano sopravvissuti tra le macerie
Il paese di Amatrice devastato dal terremoto: i soccorritori cercano sopravvissuti tra le macerie
Il paese di Amatrice devastato dal terremoto: i soccorritori cercano sopravvissuti tra le macerie

Luca Masotto

ROMA

La scossa, il boato e la devastazione tra polvere, sangue e morte. Ancora una volta l’Italia piange messa in ginocchio dal terremoto. È di almeno 159 morti (molti giovanissimi) e 368 feriti il bilancio del sisma di magnitudo 6 che alle 3,36 della notte tra martedì e mercoledì ha scosso il centro della penisola, devastando una serie di località tra Lazio, Umbria e Marche. I primi numeri, ancora largamente provvisori, della tragedia, li aveva forniti il premier Matteo Renzi, accorso ieri pomeriggio nei luoghi colpiti. La prima violentissima scossa ha colpito Amatrice, Accumoli (Rieti) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno); una seconda di magnitudo 5.4 è stata registrata alle 4,33 con epicentro tra Norcia (Perugia) e Castelsantangelo sul Nera (Macerata). Le scosse sono state avvertite anche a molti chilometri di distanza, fino a Roma e Napoli. Anche a Firenze. Mentre si contavano i morti la terra ha continuato e continua a tremare: un’altra scossa, di magnitudo 4.9, è stata avvertita nel primo pomeriggio scatenando il panico. Violente scosse di terremoto sono state registrate anche ieri sera in alcune località delle Marche. Una devastazione «peggiore di quella dell’Aquila, mai vista una cosa così», è stata la reazione dei soccorritori. Imprecisato il numero dei dispersi. Tra le vittime ci sono molti bambini. Delle 159 vittime, 106 sono nel versante laziale, 53 in quello marchigiano, secondo gli ultimi dati della protezione civile. Sono 1500 gli sfollati solo nelle Marche. Tante le storie di bambini che non ce l’hanno fatta, schiacciati dai detriti in piena notte. Lacrime e urla di dolore, pianti e disperazione hanno accompagnato le prime ore dell’alba in una straziante corsa contro il tempo per salvare più vite umane. Una apocalisse. Per tutto il giorno i soccorritori si sono messi a scavare a mani nude in attesa che arrivassero i mezzi di soccorso tra strade bloccate, ponti crollati, collegamenti saltati mentre si montavano le prime tendopoli: la prima di tante lunghissime notti per quattromila sfollati. Renzi, arrivato nei luoghi del disastro, ha detto che «non lasceremo nessuno da solo», annunciando lo stato di emergenza e provvedimenti già da oggi in Consiglio dei ministri e ringraziando chi da subito ha iniziato a «scavare a mani nude: il lavoro continua, la priorità è scavare. Sono state scritte pagine di solidarietà e commoventi».

La macchina delle operazioni si è mossa da tutta Italia, c’è stata qualche polemica iniziale sul ritardo nei soccorsi, poi rientrata. Sono 700 i vigili del fuoco al lavoro nell’area del sisma. Timori per il patrimonio culturale nelle zone più colpite. Borghi medioevali, monasteri, basiliche e chiese rase al suolo. Il ministero dei beni culturali ha allertato le sue unità di crisi. «Qui non c’è più niente. Solo macerie. È impressionante. Sembra un bombardamento», ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, giunta a Pescara del Tronto, frazione di Arquata del Tronto ( Ascoli), ormai sommersa solo da polvere, detriti e lacrime.

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