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«Incinta, ha sentito prima le scosse»

La devastazione provocata dal sisma che ha colpito l’Appennino
La devastazione provocata dal sisma che ha colpito l’Appennino
La devastazione provocata dal sisma che ha colpito l’Appennino
La devastazione provocata dal sisma che ha colpito l’Appennino

Il primo ad accorgersi che stava per succedere qualcosa di anomalo è stato un bimbo che deve ancora nascere.

Matteo Taietti, giornalista di Telearena è in vacanza a Cascia con un gruppo di amici. Sono in 5, tre veronesi un mantovano e un bresciano. Con loro c'è anche Beatrice che aspetta un bimbo è quasi in sette mesi, lei è di Brescia.

Questo il suo racconto: «Martedì sera abbiamo cenato in agriturismo e siamo andati a letto presto. Intorno alle 3.20 Roberto il compagno di Beatrice ci sveglia dicendoci che il bambino scalciava in modo anomalo in grembo e preoccupato voleva andare in ospedale. Neppure il tempo di aprire Google che arriva la prima fortissima scossa delle 3.36, che dura più di due minuti. Ci buttiamo sotto il letto prima. Si sentono i vetri sbattere così come le ante degli armadi in bagno, le suppellettili rotolare. Una cosa insolita: il lampadario della stanza stranamente non si muove. Diranno poi che in una scossa sussultoria e non ondulatoria difficilmente i lampadari si muovono. Sconvolti (ho vissuto la stessa esperienza nel 2012 come terremoto in Emilia quando abitavo a Mantova), cerchiamo di mettere una felpa dei pantaloni delle ciabatte per uscire dalle stanze, ma arriva una seconda fortissima scossa che ci riporta tutti sotto i letti. Riusciamo ad uscire dall’agriturismo. Fuori fa freddo e c'è vento. I proprietari dell'agriturismo ci vengono incontro con le torce, non c’era più energia elettrica. Ci danno delle coperte di lana da metterci in addosso e iniziano a preparare camomilla e tè caldo biscotti caffè ogni 10 minuti c'è una scossa di assestamento che ci riporta tutti in piedi al centro del prato. Molto dopo in tv vediamo scritte in sovrimpressione su una replica di rassegna stampa di Sky Tg 24 con scritto terremoto. Cerchiamo altre notizie da Rai news 24 che invece é in diretta. Capiamo che siamo sull'epicentro esattamente a 20/30 chilometri da quel paesello che ci ha fatto sorridere prima per il nome che ricorda il noto sugo alla amatriciana. Le scosse di assestamento continuano ed è tutto un uscire in giardino.

Intorno alle otto del mattino pare che le scosse si siano calmate rientriamo nelle stanze. raccogliamo gli oggetti a terra cerchiamo di fare le valigie e dopo una frugale colazione andiamo al santuario di Santa Rita perché dovevamo ancora a far benedire alcuni oggetti e ordinare delle Sante messe per i nostri cari ma il santuario chiuso causa terremoto. Delusi torniamo indietro e scendendo gli scalini incontriamo un sacerdote che con nostra sorpresa ci benedice e pure i santini e al quale diamo un foglietto con le nostre intenzioni di preghiera e le Sante messe e naturalmente è dovuto obolo. Il prete ci spiega che santuario resterà chiuso. Debbono essere fatti controlli sulla staticità. Torniamo in agriturismo prepariamo le valigie e decidiamo che la nostra vacanza è finita qui , ma le strade che ci riportano indietro nel veronese nel bresciano nel mantovano sono tutte e tre chiuse causa frane i proprietari dell'agriturismo visto che tanto le stanze erano pagate prenotate e non c'era alcuna fretta di tornare ci consigliano di aspettare quindi passiamo il pomeriggio nel parco in attesa di ripartire in serata. Cascia dove ci trovavamo non è stata colpita dal terremoto e qui ci ricordano quanto successe intorno al 1500 ovvero una catastrofico terremoto che distrusse tutto tranne la casa di Santa Rita che noi siamo andati a visitare ieri lasciando una preghiera».

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