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In camper ad Amatrice
«Siamo salvi per un caso»

di Elena Cardinali
Nel paese di Amatrice non solo le vecchie case ma anche le ville di recente costruzione si sono accartocciate su se stesseLa trattoria Ma-Tru distrutta dal sisma ad Amatrice
Nel paese di Amatrice non solo le vecchie case ma anche le ville di recente costruzione si sono accartocciate su se stesseLa trattoria Ma-Tru distrutta dal sisma ad Amatrice
Nel paese di Amatrice non solo le vecchie case ma anche le ville di recente costruzione si sono accartocciate su se stesseLa trattoria Ma-Tru distrutta dal sisma ad Amatrice
Nel paese di Amatrice non solo le vecchie case ma anche le ville di recente costruzione si sono accartocciate su se stesseLa trattoria Ma-Tru distrutta dal sisma ad Amatrice

«È pazzesco. La sera avevo cenato in quel ristorante con mia moglie. La mattina dopo, di quel locale, è rimasta solo l’insegna». Andrea Bellini, 56 anni, e la moglie Maria Busato, di Vago di Lavagno, si potrebbero definire dei sopravvissuti. L’altra notte dormivano nel loro camper parcheggiato vicino al campo sportivo di Amatrice quando sono stati svegliati di soprassalto da uno scossone.

«Nel camper s’è messo a ballare tutto», racconta Bellini, «e pochi istanti più tardi io e mia moglie siamo scesi per capire cosa fosse accaduto. Non abbiamo realizzato subito che poteva essere un terremoto perchè non abbiamo sentito boati o altri rumori. C’era stata solo una vibrazione molto forte. Vicino al nostro erano parcheggiati altri quattro cinque camper e tutti gli occupanti, come noi, sono scesi. Nel buio non ci siamo resi conto della tragedia che aveva già investito Amatrice. Ma quando è arrivata la seconda scossa non abbiamo più avuto dubbi sul fatto che fosse un sisma».

I coniugi Bellini conoscevano bene Amatrice, tappa fissa nelle loro trasferte al sud d’Italia. L’altro giorno vi si erano fermati di ritorno da un viaggio in Calabria. «Come al solito ci siamo fermati a mangiare la classica pasta all’amatriciana alla trattoria Ma-Tru, in corso Umberto, di cui ormai conosciamo bene anche il titolare», precisa il camperista veronese. «Dopo una bella cena, siamo tornati al nostro camper. Fatalità avevamo dovuto parcheggiare un po’ fuori dell’abitato, vicino al campo sportivo, perchè il posto dove ci fermavamo di solito, un piazzale proprio sotto al paese, era stato transennato per lasciare spazio alla fiera che si sarebbe dovuta svolgere oggi (ieri per chi legge, ndr). Così, senza saperlo, ci siamo messi al sicuro, lontano dai crolli e dalle pietre volate dappertutto».

Solo all’alba di ieri, quando la luce del giorno ha messo in evidenza il disastro, i coniugi Bellini si sono resi conto della catastrofe avvenuta a poche decine di metri dal luogo dove avevano trascorso la nottata.

«Già dopo le due scosse della notte abbiamo visto arrivare delle auto e delle persone trafelate», racconta il signor Bellini, «ma solo al mattino abbiamo visto la devastazione. Siamo andati verso il paese e siamo rimasti sgomenti: le strade dove avevamo passeggiato la sera prima erano piene di macerie delle case crollate o rimaste quasi distrutte. Della trattoria dove avevamo cenato solo sei ore prima, nel corso principale di Amatrice, era rimasta solo l’insegna. So che il titolare si è salvato mentre la mamma, purtroppo, non ce l’ha fatta. Siamo molto addolorati per loro e per tute le vittime di questa tragedia».

I coniugi Bellini sono stati anche tra i primi testimoni dell’arrivo dei soccorsi, «ostacolati dalla condizione delle strade, dove, in diversi punti, sono crollati dei ponti. Ci sono strade quasi impraticabili. Però la macchina dei soccorsi s’è messa in moto subito. L’allarme è scattato subito dopo la prima scossa. Noi abbiamo visto arrivare verso il paese le prime persone preoccupate prima della seconda scossa. Di Amatrice è rimasto in piedi poco e il resto non so come potrà essere salvato. Un disastro che non potremo dimenticare».

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