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A Norcia per il pellegrinaggio
Trenta costretti a rincasare

Ricerche e soccorsi nei paesi colpiti dal terremoto: molti i veronesi che si trovano nella zona
Ricerche e soccorsi nei paesi colpiti dal terremoto: molti i veronesi che si trovano nella zona
Ricerche e soccorsi nei paesi colpiti dal terremoto: molti i veronesi che si trovano nella zona
Ricerche e soccorsi nei paesi colpiti dal terremoto: molti i veronesi che si trovano nella zona

Sono centinaia, forse migliaia i veronesi che si trovano in questi giorni in vacanza nel cuore dell’Appennino colpito dal terremoto e sulla costa adriatica vicino ad Ascoli Piceno e che hanno vissute una notte di paura, svegliati dal boato del tremendo terremoto e poi trascorrendo il resto della notte all’addiaccio.

Tanti i turisti veronesi nei dintorni di Norcia e Amatrice, tantissimi i veronesi in pellegrinaggio in una terra ricca di monasteri e di fascino sia storico che mistico, tra Toscana, Lazio, Umbria e Marche. Gruppi di veronesi si trovano nei monasteri vicino all’epicentro, altri dovevano partire; qualcun altro in camper stava visitando questi unici borghi medievali di cui restano ora purtroppo solo macerie e dolore.

Ma anche tanti veronesi che hanno scelto il litorale marchigiano per le vacanze sono in allarme: intere famiglie sono state bruscamente svegliate dalla scossa delle 3.36 la prima e più violenta. Il litorale dista circa 180 chilometri dall'epicentro del sisma, ad Amatrice, nel rietino: in strada i veronesi che soggiornano a Senigallia, Falconara Marittima, Sirolo, Numana che hanno avvertito distintamente la scossa, la più violenta e la più superficiale (4 km) dello sciame. Tante le scosse di assestamento che stanno proseguendo tuttora: la terza, registrata poco dopo le 5, di magnitudo 3.2, ha riportato la gente in strada. Solo tanta paura per i veronesi in soggiorno che hanno tranquillizzato già nella notte amici e parenti via social e telefono. Poi ieri dopo pranzo un’altra violenta scossa ha rinnovato la paura. Scosse che sono state avvertite anche a Verona città dove i sismografi sono impazziti la notte scorsa e sempre da Verona e provincia si è mobilitata la colonna dei soccorsi con Vigili del fuoco e Protezione civile.

Tante le storie che si intrecciano in questi casi di calamità naturali: un giorno prima e forse sarebbero rimasti pure loro intrappolati tra le macerie, la desolazione e la paura che ha colpito al cuore il Centro Italia. Una trentina di pellegrini di Bure e di San Pietro in Cariano, in Valpolicella, ma anche di Verona, San Giovanni Lupatoto e Castel d’Azzano, dovevano partire a piedi da Norcia oggi, giovedì. Dovevano raggiungere Rieti domenica 28 agosto, passo dopo passo, lungo il cammino di San Benedetto.

Erano pronti da molti mesi a camminare insieme e pregare, a condividere momenti conviviali e di fede come molti di loro avevano già fatto in passato, lungo la via Francigena, il cammino di San Francesco o quello di Santiago di Compostela, in Spagna. E invece i pellegrini veronesi, dai 40 ai 70 anni, si sono svegliati ieri con le immagini strazianti del terremoto trasmesse dai media e il cuore pervaso dalla tristezza.

Il viaggio, organizzato dalla Polisportiva Bure, è stato annullato e rimandato a data da destinarsi. Le preghiere, da casa, sono tutte per le persone colpite dal sisma, per le vittime e i feriti sotto le case crollate, per le famiglie che hanno perso tutto. Qualcuno ha pensato di partire e unirsi alla macchina dei soccorsi, pronto a rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione. Un modo diverso, e ancora più intenso e partecipe, di vivere il pellegrinaggio e lo spirito di servizio. P.D.C. e C.Mad.

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