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Madre e figlia (soprano e pianista) dedicano Donizetti agli operatori sanitari

di Francesca Saglimbeni
Il duo veronese, Donizetti per i medici

Un inno agli operatori medico-sanitari di tutto il mondo, che ogni giorno sacrificano la propria vita, talora perdendola, per difenderci dal flagello del virus. Un omaggio in musica, sulle note liriche e travolgenti del compositore bergamasco Gaetano Donizetti. La speciale dedica arriva dal duo artistico veronese composto da Mariarita Schenato, soprano, e Mariabeatrice Boscaro, pianista e musicoterapista.

 

Nella vita anche madre e figlia. Che della musica hanno fatto ancor prima che una professione, «una missione, una panacea, uno strumento di ricerca della serenità». E ancora, «un modo per esprimere tutto ciò che le parole non sono in grado di comunicare».

 

Due italiane orgogliose della propria Patria, si definiscono, «innamorate della cultura e della forza del popolo italico», quale quella che in questi giorni trasuda dalle trincee ospedaliere. Dove medici, infermieri, volontari, sono impegnati nella lotta a un nemico invisibile.

 

«A loro va il nostro pensiero, la nostra preghiera musicale, volutamente tratta da La Messa di Gloria di Donizetti, nativo di quella Bergamo oggi tanto provata, che insieme al resto del Paese, idealmente abbracciamo», spiegano le interpreti del brano sacro, ovvero il Laudamus, per l’occasione adattato a voce e piano, e raccolto in un video pubblicato anche sul nostro giornale online, www.larena.it.

 

«In questo momento - aggiungono - dobbiamo attenerci tutti alle disposizioni anticontagio. Ma stando a casa possiamo riscoprire il viaggio più importante, quello dentro noi stessi, e pregare per quanti si adoperano per i malati. Noi lo facciamo con il nostro lessico prediletto: la musica, per nostra stessa esperienza destinata ad avere un ruolo sempre più attivo anche nella ‘cura’ di molte patologie». La pianista Boscaro, terzo premio al Concorso La Saccisica di Piove di Sacco (2015), accompagna diversi cantanti lirici, madre in primis, e pure lei pianista, oltre che soprano di lunga frequentazione verdiana e rossiniana, ed ex allieva del grande baritono areniano Giuseppe Scandola.

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