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Giornata della danza a sipari chiusi ma con gli artisti di Diversamente in Danza

di Francesca Saglimbeni
Un'immagine del video di Diversamente Danza
Un'immagine del video di Diversamente Danza
Diversamente danza

«Viviamo in tempi straordinari. E così dobbiamo inventarci modi straordinari per vivere». E per danzare.

 

Nella prima Giornata Internazionale della Danza a sipari chiusi e platee vuote, una quarantina di performer dell’associazione Diversamente in Danza (nata dall’idea di Giorgia Panetto, di avvicinare le persone diversamente abili al mondo “sulle punte”, anche con laboratori integrati in scuole della provincia), si cimentano in una lock-dance di particolare suggestione.

 

Una coreografia creata tra le pareti di casa, ma tutt’altro che casalinga. Su palcoscenici “diversi”, ora il soggiorno, ora il giardino, ora la cucina, come diversi - nel senso più squisito del termine - sono i suoi giovani e meno giovani interpreti, talora affiancati da mamme, fratelli, figli. Chiamati a comunicare la bellezza della danza nell’esiguo spazio di una webcam, dove ogni sguardo, gesto, espressione corporea, si carica di ulteriore vitalità e gratitudine per ogni nuovo presente.

 

«Restiamo distanti. Viviamo d’istanti», recita un altro passo della performance “Lockdown. Keep dance”, un mélange di parole e movimento da oggi online in preview sulla pagina Facebook della community di Funder35, e a seguire su YouTube.

 

«La nostra tecnica si fonda prevalentemente sulla Contact Improvvisation: se viene a mancare la dimensione del contatto, vogliamo mantenere almeno quella del conforto», spiega Panetto, doppia formazione in danzaterapia e danceability, che insieme alle collaboratrici Federica e Nicole, ha così avviato un percorso di connessione e stimolazione continua alla creatività ed esplorazione delle possibilità, abilità e competenze di ciascuno.

 

Oltre alle video-coreografie come quella realizzata per l’odierna ricorrenza (e prima ancora, per la Giornata dell’Autismo, dove le ragazze dell’avviamento professionale, a distanza di 2 metri una dall’altra improvvisano la “Danza ai tempi del Covid-19”), sono attivi numerosi altri progetti, come “Stick to the wall”, che invita a danzare mantenendo una parte del corpo sempre in contatto con una delle pareti domestiche, e le partecipatissime “Sfide”: dal colorare un disegno al proporre una coreografia ispirata a una situazione del quotidiano.

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