Quei pochi kmh in più fanno una bella differenza

A chi in questi giorni sta facendo una levata di scudi contro l’autovelox di Pai, citando tra l’altro il Prefetto quando dice che «non deve essere usato per far cassetta», chiedo di terminare la frase, aggiungendo: ma per aumentare la sicurezza. Si giustificano: abbiamo sforato il limite di pochi km/h. Ricordo che lo spazio di frenata (al netto del tempo di reazione) a 50 km/h è di 25 metri, che passa a 36 a 60 km/h, cioè ben 11 metri in più. Quei «pochi km/h in più» possono fare una bella differenza. L’autovelox di Pai è stato installato in corrispondenza di un attraversamento pedonale ben segnalato, e ben segnalato è l’autovelox stesso. Quindi per me è sacrosanto sanzionare una persona che sa del limite transitando in centro abitato, sa della presenza del rilevatore e che supera ripetutamente il limite: vuol dire che non solo non rispetta le regole, ma anche che è distratto, che non osserva la segnaletica. Il passaggio pedonale in oggetto è tra l’altro usato durante l’estate dai camerieri, quindi svariate decine di pericolosi attraversamenti al giorno. Il ragionamento che se nel periodo agosto settembre sono state rilevate 4.000 (sic!) infrazioni e nel periodo settembre-ottobre ne sono state rilevate 9.000 e quindi l’autovelox non serve a moderare la velocità, per me non è corretto: il minor traffico induce sì a correre di più, ma senza questo controllo quante più trasgressioni ci sarebbero state? Ed allora: liberi tutti? Tra i fomentatori delle proteste troviamo un consigliere comunale ed un ex consigliere, un sindaco ed un vicesindaco: ma se ora chiedono una diversa tempistica nella contestazione, perché non hanno fatto nulla finora con la carica che ricoprono (o ricoprivano)? Solo perché ora hanno sanzionato loro? Attualmente vi sono da regolamento 90 giorni di tempo dall’infrazione per recapitare la multa. Basterebbe una sinergia con polizia locale. E faccio presente che il ragionamento «l'incidente capita solo agli altri» non sempre funziona, e non funziona neanche il «io corro perché sono bravo a guidare»: l’incidente capita perché accade un imprevisto, ed ha conseguenze esponenzialmente maggiori con velocità più elevate. Per non sentire la necessità di correre, poi, basta organizzarsi e partire due minuti prima. Rispettiamo le regole. Ezio Scodeller CASTEL D’AZZANO

Ezio Scodeller

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