Percorrere
le antiche strade

Ho letto con vivo interesse l’articolo di Paola Dalli Cani sull’iniziativa «Adotta una freccia» che fa parte del ricco progetto «Romea Strata», e invita a ripercorrere, nel territorio veronese, un tratto degli antichi santi cammini (verso Gerusalemme, verso Roma, detta altera Jerusalem, o verso Santiago, il cammino per antonomasia). Anch’io mi sono appassionata al tema del pellegrinaggio medievale e ho fatto ricerche e studi riportando le conoscenze acquisite in un libro edito da Publish03.

Nel mio libro accompagno il lettore a camminare da pellegrino lungo le antiche strade dell’Est veronese per visitare qualcuna delle numerose chiesette romaniche. Ho preso spunto dall’anonimo pellegrino burdigalense (da Bordeaux) che nel 333 d.C. partì dalla Gallia, percorse un lungo tratto della via Postumia, per giungere a Gerusalemme aprendo così la via al grande fenomeno dei pellegrinaggi cristiani verso la Terra Santa. Il suo diario divenne il famoso Itinerarium Burdigalense, una specie di Google map del passato, un resoconto in cui descriveva nei dettagli il suo pellegrinaggio. Una straordinaria guida turistica.

L’invito lanciato dall’Ufficio Pellegrinaggi della Diocesi di Vicenza di ripercorrere da pellegrini, anche per un breve tratto, queste storiche strade, è ghiotto e stimolante! Sono la Postumia e la Porcilana: la prima sorta per scopi militari nel 148 a.C. dal console romano S. Postumio A. Era la prima arteria militare romana dell’Italia del Nord e partiva da Genova per arrivare ad Aquileia. La seconda, la Porcilana, sorta nel I secolo d.C. si staccava dalla Postumia all’altezza di San Martino Buon Albergo e seguendo l’Adige arrivava fino alla sua foce. Fu potenziata dall’imperatore Berengario intorno al X secolo per cui prese il nome di strada Berengaria o Imperiale.

Si tratta di vie importanti che ebbero il merito di facilitare l’incontro fra popolazioni lontane, favorirono la conoscenza, l’assimilazione di idee e religioni diverse, mescolarono usi e costumi, scambi culturali, linguistici, religiosi e pure commerciali. Rivalutare i molti tracciati della Romea che ricalcano quelle vie storiche, sarebbe un enorme recupero della memoria storica del nostro territorio!

Ma bisogna prepararsi per poter intraprendere il cammino con lo stesso stato d’animo degli antichi pellegrini: spogliarsi di tutti i pensieri della vita quotidiana, liberarsi delle comodità e soprattutto dei moderni mezzi tecnologici e... camminare con l’anima. Per ritrovare se stessi. Questa è la meta. Buon cammino a tutti!

Maria Pia Eliodeni

LAVAGNO