Mentalità giacobina

Sono un profano circa le leggi e la loro applicazione ma riesco a capire che se un condannato riesce ad ottenere la riabilitazione ciò significa che la condanna era ingiusta. Riguardo poi alle «confidenze» del defunto consigliere Franco, per chi ritiene che rappresentino una violazione dei suoi doveri di magistrato, vorrei chiedere se non ha mai sentito parlare di rimorso da parte di chi si è comportato ingiustamente. Si dice che Berlusconi sia stato giudicato da centinaia di giudici di ogni ordine e grado ma allora siamo forse di fronte ad un mostro delinquenziale che fa sembrare Al Capone un angioletto? Sulla menata poi dei giudici «comunisti» riconosco che il termine dovrebbe essere sostituito con «giacobini», che come si sa spedivano alla ghigliottina tutti quelli che potevano mettere in discussione il loro potere, ma anche tanti innocenti, come il poeta Andrea Chenier, il chimico Lavoisier e le sedici Suore Carmelitane, tutti condannati come traditori della patria. Purtroppo la mentalità è sempre quella! VERONA

Antonio Bonente