Era meglio lasciarle chiuse

Riaprire le scuole premettendo che se c’è un alunno positivo la classe va in quarantena è una sonora cavolata. O riapri le scuole e decidi che ci sarà un margine accettabile di rischio di fronte al quale si reagirà in proporzione alla gravità della situazione, o tanto vale lasciare le scuole chiuse. Nelle scuole il virus entrerà. Si inizierà già a settembre con una percentuale sconosciuta di positivi tra i banchi. Fingere di non saperlo è un’ingenuità che non possiamo permetterci. Perché la scuola è importante e i nostri figli, per quanto la si provi a raccontare diversamente, con la grande farsa della didattica online, hanno già perso pagine di storia, di matematica, di filosofia. Se si apre e si manda a casa tutti al primo caso di positività, sarà un’agonia a singhiozzo per le classi più sfortunate, che imporrà l’alternanza delle lezioni online con i risultati disastrosi che noi genitori conosciamo (assenze di professori e alunni, interrogazioni con suggeritori whatsapp, soglia dell’attenzione azzerata). Tanto valeva, se la situazione è questa, utilizzare la pausa estiva per organizzare una didattica online seria, cosa che nella maggior parte delle scuole non è avvenuta. E lasciare tutti a casa. Ma i genitori che lavorano, poi? Le settimane di quarantena a casa dei figli, che fanno? Così vedo all’orizzonte un anno difficile. E alla fine, tra un tampone e un esperto che contraddice l’altro, l’unica certezza è che nessuno restituirà ai nostri figli quello che non hanno imparato. VERONA

Giovanni Loffa