Distanziamento e prestito Mes

Anni scorsi eravamo perseguitati dai tormentoni estivi di natura musicale che ci accompagnavano con la loro base ripetitiva ossessiva per tutta la stagione estiva. Quest’anno la musica è cambiata e i tormentoni non sono più musicali, ma purtroppo più seri perché interessano la nostra salute e i nostri problemi economici dovuti alla pandemia del Covid-19. Il primo è il quotidiano appello al rispetto della distanza sociale e l’uso della mascherina che ultimamente, dopo l’osservanza delle regole durante il lockdown, si è ora allentato e sta creando nuovi focolai di contagio del virus. Si discute quotidianamente e ci si interroga e ci si contraddice sulla situazione epidemica se questo maledetto virus per qualche esperto è scomparso o per altri è invece ancora vivo e pronto a ripartire, e così c’è chi è ancora rispettoso delle disposizioni da osservare, a volte anche poco chiare, e chi se ne frega perché non ha più paura del contagio. L’altro tormentone è il Mes, quel prestito europeo salva Stati, che non convince tutti sul suo effettivo utilizzo, se vantaggioso o impegnativo, e che oltre a dividere gli stessi partiti alleati della maggioranza, divide pure parte dell’opposizione e trova d’accordo parte della maggioranza e parte dell’opposizione. Due tormentoni che sentiremo ripetere in questa estate tutta italiana in una situazione sospesa tra il ripetersi di assicurazioni e contraddizioni, di necessità o di inutilità che speriamo, al contrario dei tormentoni musicali estivi scorsi, riescano a trovare un finale più soddisfacente ma quantomeno definitivo. CAVALCASELLE

Roberto Bassi