Chi è causa del suo mal...

Si racconta che in punto di morte un accanito ateo chiese alla moglie di chiamare un prete per confessare i suoi peccati ed essere assolto prima di andarsene all’altro mondo. La consorte, anche lei miscredente, meravigliata dall’assurda richiesta del coniuge, gli rispose: «Sei matto? Tu che da sempre sei stato nemico dei preti e hai ripetuto mille volte che Dio non esiste vuoi far ridere anche i polli?». A questo punto il morente le disse: «Ti ripeto che Dio non esiste, ma poi ho pensato: e se esistesse veramente?». Lo stesso dubbio dovremmo averlo tutti in questo periodo di Coronavirus e invece facciamo come quegli automobilisti che passando a pochi metri dal tratto stradale dove si è verificato un incidente mortale, istintivamente diminuiscono la velocità per riprenderla subito dopo con la certezza che a lui non capiterà mai nulla. La stessa cosa la pensano sicuramente quei balordi che credendosi immortali rifiutano di mettersi la mascherina per non coprire la faccia da fessi che li distingue. Nei giorni scorsi, in un vicolo stretto, mi sono quasi scontrato con un imbecille privo di mascherina. Gli ho chiesto perché non la indossava e indispettito mi ha risposto: «Fatti i c... tuoi». Stavo per dirgli che ciò mi avrebbe imposto di rompergli il muso ma per quieto vivere ho proseguito il cammino. Se gli avessi sferrato un pugno sul naso sarei stato di certo querelato e allora mi sono chiesto se in quel caso la mia reazione poteva essere considerata legittima difesa a salvaguardia della mia salute. A mio parere sì perché qualsiasi incosciente privo di mascherina può rafforzare il focolaio dei letali contagi. Questo racconto conferma la morale che trovasi nell’antico proverbio «chi è causa del suo mal pianga se stesso». CORRUBBIO DI NEGARINE

Salvatore Fiorillo