Cambiare registro

Speriamo che tutto non torni come prima, poiché dopo questa terribile pandemia penso che da parte di tutti noi ci debba essere un imperativo categorico, al fine di abbandonare certe abitudini, di non dare più importanza a molte cose futili, e cercare di imboccare una direzione diversa per la vita futura. E ciò anche per la nostra Italia e per la città di Verona. Capisco benissimo che la crisi post coronavirus sarà lunga ed ardua, e che per colpa dell’emergenza il Comune scaligero risente di una perdita di 50 milioni, ed è un vero peccato, perché esiste, per fortuna, un tesoretto di 35 milioni derivante dall’avanzo amministrativo 2019. Mi dispiace molto per la situazione dell’Arsenale, sul progetto di recupero che noi cittadini attendiamo da oltre 20 anni. È un’opera pubblica di primaria importanza, soprattutto per la rigenerazione e lo sviluppo del bellissimo «quartiere-giardino» e per la creazione di un grande parco pubblico all’interno dell’edificio asburgico. Purtroppo, passando in questi giorni in Arsenale, non notai quei lavori di bonifica dell’area promessi già a marzo 2019. Tra le altre cose molti tetti delle varie «palazzine» sono crollati. Inoltre, l’edera sta divorando letteralmente i magnifici platani. Tutto ciò è molto triste, ma malgrado tutto, rimango fiducioso. Un’altra «brutta pagina» è la chiusura da parecchio tempo ed il non utilizzo del parcheggio a pagamento a San Zeno, luogo importante per tutti i turisti. È per me un autogol incredibile, come per esempio, la notizia di alcuni giorni or sono, in merito ad un «fantomatico» nuovo Piano B per ciò che concerne l’agognata superfilovia! Credo proprio che dovremo da qui in avanti cambiare registro. VERONA

Paolo Spadafora