Bravi ed esperti anche di telefoni

Mario non ne aveva mai voluto sapere di sostituire il suo vecchio Nokia 1100 con un telefono per anziani, di quelli con i tastoni e le funzioni semplificate. Non era facile fargli cambiare idea; d’altra parte anche ora, a 91 anni, e con quel poco di vista che gli era rimasta, riusciva ad usare il suo Nokia utilizzando gli unici due tasti che gli servivano: uno per accenderlo ed uno per rispondere alle chiamate. Per questo, quando quel giorno era stato portato dal 118 al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Borgo Trento, e successivamente ricoverato in Geriatria A, ci eravamo subito preoccupati di farglielo avere, perché anche in quella situazione potesse mantenere il cordone ombelicale che lo univa ancora alla sua famiglia. Ma la preoccupazione era: riuscirà a metterlo in carica? Riuscirà ad accenderlo? Riuscirà a rispondere alle chiamate? Bene: tutto il personale della Geriatria A prima, e del Reparto Covid dopo, si è prodigato per metterglielo in carica; per spegnerlo quando le sue condizioni psicofisiche gli impedivano di rispondere, e sentirlo suonare senza riuscire a rispondere lo avrebbe fatto agitare inutilmente; per accenderlo invece quando era in condizioni di usarlo; infine per rispondere ed accostargli il telefono all’orecchio quando erano nei pressi del letto mentre arrivava una chiamata. È facile ringraziare per la grande professionalità dimostrata tutto il personale del Pronto Soccorso di Borgo Trento, della Geriatria A, e del Reparto Covid. In realtà questi professionisti sono diventati anche esperti di tutti i modelli di telefoni cellulari, anche quelli, come quello di Mario, che erano entrati in produzione prima della loro nascita; non so se per tutto questo esista una specifica procedura operativa dell’Azienda Ospedaliera di Verona; ne esiste senz’altro una per la comunicazione con i familiari (impeccabile). So però che tutti questi professionisti, prima di essere «personale», sono persone: delle belle grandi persone. Di tutto questo, e di tanto altro ancora, oggi li ringraziano i familiari di tutti i Mario che hanno vissuto questa stessa storia. VERONA

Graziano Preite