Ore di punta e di tacco. Il caos e il casinologo

Il tavolo dello studio del casinologo Cagnara, avventore storico del bareto - scrive la Olga - è ingombro di carte, di mappe, di grafici, di stradari e, tra gli oggetti semisommersi dalle carte, spuntano un sestante, una bussola, un piccolo radar portatile, un navigatore satellitare Tomtom, una foto notturna del Buso del Gato e un tracciato della Tav limitatamente al tratto tra la stazione di Porta Vescovo e le suore della Misericordia. Come suggerisce il comando dei vigili, el Cagnara sta cercando strade alternative a quelle chiuse e a quelle che chiuderanno per il cantiere della Tav ma finora il risultato è stato solo quello di espandere il caos a tutto il quartiere di borgo Venezia ma anche a via Torbido e fino al Ponte San Francesco e oltre, a mezza città, come sta accadendo nella realtà. Perché il caos, come dice, anche se spalmabile come la marmellata, resta pur sempre caos spalmato. Il casinologo si concentra soprattutto sulle ore di punta che non sono spalmabili. L'ideale sarebbe convertirle in ore di tacco, ma sono le ore in cui la gente si muove, va a lavorare, porta i figli a scuola. Pianificare il traffico in modo che non ci siano ore di punta fino a quando il cantiere della Tav non avrà sbaraccato, vorrebbe dire rivoluzionare gli orari di ingresso e di uscita delle fabbriche, degli uffici, delle scuole, evitando che coincidano, spostare le lezioni in orari serali o notturni, sconvolgendo la vita delle famiglie, i bioritmi e tutti i biocosi. Se è già caos adesso che è stato chiuso solo il sottopasso di Porto San Pancrazio, il casinologo si chiede cosa succederà quando, a breve, viale Venezia sarà mutilato di due corsie e verrà chiusa anche via del Capitel e verrà sbarrato anche il sottopasso tra San Michele e i Molini. Se lo chiede e cerca risposte nelle sue carte, nei suoi grafici, nel sestante, nella bussola e in una vècia cassóla che non si sa come possa aiutarlo ma in cui pare confidi molto. Le vie alternative che dovrebbero togliere la punta alle ore di punta convergono tutte a Porta Vescovo dove il caos diventerà blocco inscalfibile. La cassóla non aiuta il casinologo. Sul tavolo ha anche un seolóto. Gli dà un smorsegòto ogni tanto, ne riceve energia che non sa come impiegare. «Che vaga in mona anca la Tav». La cassóla annuisce.