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La posta della Olga

Meno obesi con la Sugar tax A quando una Codeghin tax?

di Silvino Gonzato

Slitta di un anno - scrive la Olga - la sugar tax, l’imposta sulle bevande zuccherate. L’aveva messa in agenda il governo Conte e sarà varata dal governo Meloni. In un primo tempo, nella mia ignoranza enciclopedica, ho creduto che si trattasse di una tassa sul sughero, sui tappi delle bottiglie di vino, sui tacchi dei sòcoli, sui sottobicchieri della birra e su tutto quello che si fabbrica col sughero. Si incavoleranno i produttori di vino, ho pensato, e invece a incavolarsi saranno la Coca Cola, la San Pellegrino, la Tassoni, la Recoaro e altre che dovranno aumentare i prezzi e scaricare la tassa sui consumatori che, a loro volta, consumeranno meno. La tassa sullo zucchero nelle bibite l’ha voluta l’Organizzazione mondiale della Sanità cui preme la nostra salute. Tutti hanno a cuore il nostro benessere fisico ma se hai un cancro e devi fare degli esami in ospedale fai in tempo a crepare prima. Le bibite troppo zuccherate fanno ingrassare, soprattutto i bimbi e gli adolescenti che ne sono i maggiori estimatori, e favoriscono il diabete. Fino a vent’anni fa nelle classi c’era sempre un ciccione mentre adesso ce ne sono due o tre tra maschi e femmine. La sugar tax mira alla classe ideale dove nessuno sia in sovrappeso. L’Oms ne ha combinati tanti di casini durante il Covid ma sullo zucchero non ha torto. Secondo me, però, le autorità sanitarie non dovrebbero preoccuparsi solo dei giovani. Una còdeghin tax salverebbe molte vite tra gli adulti, una còdeghin tax che includesse oltre agli insaccati anche tutte le carni grasse. La preoccupazione dell’Oms non è tanto quella che ci ammaliamo ma che, ammalandoci, andiamo a gravare sulle casse nazionali e regionali. Qualche anno fa sulla lettera di dimissioni di un ospedale era riportata la cifra di quanto ero costata per un piccolo intervento. «Non farlo più, vedi quanto costi alla comunità, vergognati». A me è parso di doverla interpretare così.

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