La serva di Scèspir aveva previsto tutto

Quando Scèspir ha composto “Romeo e Giulietta“ - scrive la Olga - era lungi dal prevedere tutto questo casino, anche se la serva lo aveva avvertito: «Guarda William che stai innescando un putiferio perché a Verona ci sarà chi, per una volgare ragione di schei, aggiungerà nuovi atti alla tua tragedia e la trasformerà in una vaccata». La serva ci aveva azzeccato. È da decenni che la vaccata va avanti, uno spettacolo pecoreccio di cui non si intravede la fine e in cui le parti più becere continuano a essere interpretate dal Comune, che non sa decidere, e dagli altri proprietari del Cortile e da operatori esterni che vogliono mungere la manza. Un'altra cosa aveva detto la serva a Scèspir: «Guarda che non è vero, come tu scrivi, che non esiste mondo fuori dalle mura di Verona ma solo purgatorio, tormento, inferno. Lo dici perché non sei mai stato a Villafranca». Altre testimonianze non ci sono arrivate e quindi la parte storica si chiude qui e comincia la fase più recente, quella dei tornelli, dei ricorsi al Tar, degli ingressi più disparati, dei mediatori, dei salta moléta che vegno, dei salta moléta che, se no vegno, scrivo. Oggi torna in campo anche Corsi, ex assessore comunale e ora consigliere regionale della Lega: «Se gavì bisogno ciamème». Aveva fatto parte anche lui della commedia e non con un ruolo marginale ma neanche un groppo della matassa era stato sciolto. Si parla di una soluzione temporanea per le feste natalizie: ingresso a pagamento dal Teatro Nuovo che però chiede 83mila euro sulle ónge per il passaggio, a patto che le suole delle scarpe siano pulite sennò scatta il supplemento. Se fossi stata la serva di Scèspir, gli avrei detto di ambientare la tragedia a Rosolina. William ci ha messo nelle pétole e non riusciamo a venirne fuori. Ci eravamo illusi che dopo il colpo di genio della sostituzione delle panchine anti-bivacco con quelle "inclusive", la nuova amministrazione avrebbe finalmente risolto anche la squallida e rancida telenovela del Cortile di Giulietta, ma ci eravamo sbagliati. È tutto come prima, peggio di prima. E la gente ne ha le scatole piene di questa pagliacciata, di questo indegno tiramolla che continua a coprire la città di ridicolo.

Silvino Gonzato

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